Una fattoria MolisAfricana: il progetto di agricoltura e integrazione lancia il crowdfunding

Creare lavoro, difendere la natura, operare un'economia solidale e di valore, unire le generazioni e le culture: questo è il sogno che si nasconde dietro la cooperativa sociale Hayet, nata nel cuore di Bojano. Oggi il lancio del crownfunding su Produzioni Dal Basso per l’acquisto di attrezzature e la realizzazione di una serra e una fattoria didattica.

Una “rivoluzione” che si cela dietro la semplicità di un piede di insalata e un uovo di gallina. Questo è il progetto della cooperativa sociale Hayet di cui Fabrizio Russo è il primo promotore. Un progetto di agricoltura e integrazione nato a Bojano circa un anno fa. Agricoltura a km 0, artigianato di riciclo creativo, giardinaggio e servizi alle aziende agricole sono tra le principali attività realizzate principalmente da migranti. I prodotti della terra vengono venduti anche al Mercato Coperto di Campobasso dallo scorso luglio.

Oggi il lancio del crowdfunding su Produzioni Dal Basso (qui il link). Le donazioni raccolte tramite il finanziamento collettivo verranno utilizzate per l’acquisto di attrezzature e di una piccola serra e per la realizzazione di una fattoria didattica e un luogo di incontri nella natura all’aria aperta. Sarà possibile fare donazioni fino al 23 dicembre 2019.

“Tra una zucchina e un peperone maturati con lentezza e senza pesticidi, diserbanti o agenti chimici, parliamo alla gente di un mondo che cambia e di quanto le differenze culturali possano aprire strade e orizzonti nuovi e speranzosi per tutti; – scrive Russo sui social – anche per i nativi italiani, per quelle aree interne dove non ci sono più giovani, per i piccoli paesi in continuo spopolamento, per i rassegnati e i delusi”.

“Da oggi – annuncia Fabrizio Russo – parte un crowdfunding su Produzioni Dal Basso per HAYET. Pian piano, insieme ad altri temerari itali-senegalesi, stiamo imparando i segreti dell’agricoltura tradizionale e dell’artigianato, ne stiamo facendo un lavoro e un esempio di rinascita per le aree interne. Contro ogni ostacolo ad un’Italia aperta e pacifica, contro ogni pregiudizio, noi piantiamo i nostri ortaggi come semi di speranza. Per chi, come me, vuole restare a casa e non dover migrare. Per chi, come Ousmane e Amadou, vorrebbe smettere di migrare ottenendo una protezione internazionale e facendo di Bojano la sua casa definitiva. Per i bambini di oggi, a cui vorremmo lasciare una casa di pace, amicizia e preziose diversità culturali, perché domani non debbano esser costretti a migrare altrove. Abbiamo ancora tanta strada da fare, tanto da imparare. E il vostro aiuto – dice rivolgendosi ai molisani – potrebbe essere prezioso e fondamentale”.