Turismo in calo e ristoranti giù, ma resiste lo Street Food e il sushi sbanca. “Speriamo nel riscatto di agosto” foto

Il giapponese unico locale gastronomico ad aver incrementato la clientela: circa 200 pasti al giorno, 7 giorno su 7. Bene anche il cibo di strada, mentre la maggioranza dei ristoranti – anche tipici – registrano un calo dovuto sia al maltempo di parte di luglio sia alla crisi, che spinge le famiglie a prediligere il low cost. Flessione di bagnanti anche sulla spiaggia secondo il Sindacato Italiano Balneatori: a Termoli – 10%. La speranza comune è riposta nelle prime due settimane di agosto.

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Proprio mentre le strutture turistiche di Termoli si preparano a fronteggiare il boom tipico delle prime due settimane di agosto, con turisti mordi e fuggi ma anche visitatori che scelgono soggiorni prolungati, si traccia un primo bilancio della “bella stagione” che si è consumata finora. E non c’è troppo da stare allegri, almeno secondo il Sib, sindacato italiano balneatori, che parla di una flessione sulle spiagge italiane fino al meno 25%.

Per quanto riguarda il Molise e in modo particolare Termoli, principale località costiera della regione, il calo è inferiore e si attesta sul meno 10 %. Ma ce n’è abbastanza per registrare una delusione generalizzata, e confidare in un riscatto che possa rimettere in pari l’andamento complessivo.

Complici della flessione di luglio l’ormai aabituale situazione economica delle famiglie ma anche il maltempo, che ha fortemente condizionato molte località balneari nei primi mesi dell’estate 2019.

Non solo però crollo delle presenze in riva al mare, visto che a Termoli sono tanti i ristoratori che sottolineano un drastico calo delle presenze sia a pranzo che a cena. “Lo scorso anno – racconta una ristoratrice di un locale di pesce gourmet – abbiamo lavorato molto molto di più, sia a giugno che a luglio. Non si faceva in tempo a sparecchiare dopo pranzo che bisognava ripreparare la sala per la cena. Quest’anno invece luglio è andato malissimo”.

Dello stesso avviso colleghi che gestiscono ristoranti in centro, anche tipici. L’unico posto che continua ormai da mesi a essere frequentato sia da termolesi che da “forestieri” è il ristorante giapponese, dove ormai anche per un pranzo veloce occorre prenotare: si rischia seriamente di non trovare un tavolo libero. Il ristorante di sushi ha rinunciato anche alla chiusura settimanale per l’estate, e vede abitualmente una sala pienissima, frequentata da famiglie e giovanissimi, questi ultimi tra i migliori clienti e appassionati di pesce crudo servito con riso e alghe.

Sulle scelte sia degli “indigeni” che dei turisti incide molto il prezzo perché, soprattutto se si viaggia con tutta la famiglia al seguito, si tende inevitabilmente a fare i conti con il portafogli. E da questo punto di vista il low cost diventa quasi un passaggio obbligato, come dimostrano anche le tante pizzerie al taglio che risolvono non solo il pranzo veloce ma anche la cena per centinaia di persone ogni giorno.

Buono anche il bilancio dello Street Food nel porto di Termoli, una iniziativa riproposta visto il successo degli ultimi anni, che permette di assaggiare cibo di strada all’insegna di numerose cucine italiane e soddisfa anche l’esigenza di svago, dal momento che si mangia nelle panche all’aperto mentre si ascolta un po’ di musica.

Presenze inferiori ai numeri abituali della stagione anche per quanto riguarda le partenze per le isole Tremiti. Sono naturalmente al completo in questo periodo i Bed and breakfast e affittacamere e le pochissime strutture turistiche ricettive sopravvissute ai cambi di destinazione d’uso che hanno di fatto privato Termoli di alberghi.

Nella cittadina adriatica il momento di maggiore affluenza è proprio il primo periodo di agosto, quando si concentrano le visite e i soggiorni più lunghi. Inevitabile perciò che la speranza di operatori, ristoratori, balneatori e commercianti sia di rifarsi proprio in questo momento in cui è atteso, complici le serate clou dell’estate dai fuochi di San Basso all’incendio del Castello, la folla vera e propria.

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