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Svaligiarono un’orologeria in pieno centro, ore contate per i rapinatori della banda del rolex

La squadra mobile sarebbe giunta ad una svolta dopo il colpo dello scorso anno che fruttò ai malviventi un bottino di alcune migliaia di euro tra orologi costosi e da collezione. Nel corso dell'attività investigativa gli agenti hanno ritrovato e sequestrato parte del maltolto

Quello di aprile scorso, lungo via Mazzini, a Campobasso presso la orologeria “Tempus” fu definito un colpo da professionisti.

Una rapina lampo durante la quale due malviventi, con il passamontagna, una volta all’interno legarono, imbavagliarono e rinchiusero nel bagno anche la giovane commessa. E poi il bottino, che fu cospicuo: qualche migliaio di euro tra orologi di valore e molti da collezione.

In quella tarda mattinata di aprile il rumore del traffico di via Mazzini fu spezzato dalle sirene della polizia che arrivarono subito sul posto non appena si diffuse l’allarme.

I rapinatori nel frattempo per fuggire utilizzarono l’accesso del retrobottega che dà su via Garibaldi e di loro si sono perse, in quel momento, tutte le tracce. Ma da subito sono iniziate le indagini, attente e certosine. Prima la polizia scientifica che ha eseguito tutti i rilievi relativi alle impronte e ad eventuali elementi probatori riscontrati nel sopralluogo eseguito all’interno dell’attività commerciale.

Poi l’altra passaggio, condotto dalla squadra mobile che ha ascoltato prima la vittima, la commessa, che agli agenti ha raccontato come erano andate le cose e successivamente è stato ascoltato anche il titolare dell’attività commerciale  agli agenti ha descritto e quantificato il bottino.

Superati i primi due step formali, la polizia è andata oltre. Ha scandagliato ogni aspetto legato al mondo del commercio degli orologi: ricco e assai gettonato.

Ha analizzato ogni parola,  verificato ogni coincidenza. Arrivando anche a esaminare il settore degli acquisti online dove non è stato difficile riscontrare finanche la vendita di orologi – come per esempio i Rolex – venduti per originali mentre soltanto abilmente contraffatti.

Step dopo step, la Mobile è riuscita finanche a ritrovare parte di quel bottino e a sequestrarlo.

Una serie di elementi che proprio negli ultimi giorni avrebbero condotto gli agenti della mobile di via Tiberio ad una svolta. Svolta che avrebbe nomi e cognomi: quello delle persone coinvolte nella rapina ma probabilmente anche di coloro che sono i mandanti di questo genere di reati.