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Si rompe cavo da 20mila volt, 4 cabine elettriche in tilt: oltre 1000 utenze al buio per ore. Una giornata di straordinaria emergenza foto

Un incubo per le famiglie senza respiro a causa del caldo e per le attività costrette a chiudere e mandare via i clienti. Soltanto con quattro generatori di corrente, a metà pomeriggio, la soluzione tampone al grosso guasto

Un incubo durato nove ore, minuto più, minuto meno. Senza corrente, senza poter fare niente o quasi. Case prive di condizionatori o ventilatori per rinfrescarsi, uffici con computer inutilizzabili, bar e ristoranti costretti a chiudere. “Si scongela tutto, rischiamo di buttare quintali di cibo”.

Blackout gruppi elettrogeni e cartelli

È stata una giornata di straordinari disagi quella vissuta da una ristretta area del centro cittadino termolese. Un isolato, si direbbe in America, che va da corso Umberto a scendere, lungo il perimetro che comprende corso Fratelli Brigida e il porto, escludendo il Borgo antico. Circa mille utenze lasciate al buio, senza sistemi di raffreddamento, senza possibilità di usare elettrodomestici. Insomma il caos totale perché la civiltà moderna è tremendamente dipendente dall’elettricità.

A provocare il guasto, secondo quanto riferito da alcuni tecnici che per ore hanno lavorato sulle linee, sarebbe stato un cavo sotterraneo tranciato, non si sa bene come né dove. Un cavo da 20mila volt che alimenterebbe quattro cabine elettriche.

Il blackout è iniziato alle 6,30 circa, coinvolgendo inizialmente buona parte di Termoli, periferie comprese. Ma a parte quell’isolato del centro, ovunque la corrente è tornata dopo qualche decina di minuti. Idem a Guglionesi, dove i cittadini sono rimasti senza corrente solo per qualche minuto.

Nel centro di Termoli invece il caos, con attività al buio e altre dirimpettaie perfettamente funzionanti. All’inizio i commercianti hanno atteso pazienti e fiduciosi. A metà mattina, senza avere informazioni esaustive su quello che stava accadendo, hanno cominciato a spazientirsi. “Dicono ci vogliono due ore, e come facciamo? Ho la carne che si sta scongelando” una delle voci dai ristoratori del secondo Corso. Idem per pizzerie e paninoteche, pescherie, supermercati e bar.

piazzetta insorti ungheria

Hanno iniziato a moltiplicarsi cartelli di fortuna sulle vetrine. “Non c’è corrente”, “Attività chiusa per mancanza di energia elettrica”, “Ci scusiamo per il disagio”, “Riapriamo alle 17”. Turisti e cittadini residenti altrove quasi increduli. “Ma che succede?”.

Surreali le scene vissute fra piazza Insorti d’Ungheria, via Marconi, via Ruffini e quell’area dove sorgono numerose pizzerie/ristoranti. Tavolini vuoti, camerieri con le mani in mano, turisti a bocca aperta davanti all’aspetto spettrale di quella zona di Termoli di solito così viva. “Facciamo quello che possiamo, sperando torni presto la corrente” il commento di un barista della piazzetta.

Per fortuna abbiamo l’assicurazione” il pensiero ad alta voce di un ristoratore da un locale con vista mare, forse anche per consolarsi dopo un pranzo in cui la sala sarebbe dovuto essere piena di gente è invece è rimasto giocoforza deserto.

E poi gli uffici e gli studi medici. “Menomale che non c’erano interventi programmati, altrimenti con le anestesie non avremmo saputo come fare” rivela un professionista che ha trascorso una mattinata in attesa prima di dover chiudere e tornare a casa. Idem saloni di bellezze e parrucchieri. “Abbiamo dovuto mandare via i clienti che avevano prenotato da giorni”. Al riparo da gravi disagi la Capitaneria di porto, dotata di un generatore di emergenza per poter gestire la sala operativa.

Per i residenti problemi di altro tipo. “Il condizionatore non funziona, il ventilatore nemmeno. Si muore dal caldo, in casa non si può stare”. Qualcuno ha scelto di andare al mare, ma non tutti hanno avuto la stessa fortuna.

Black out

Per fortuna la soluzione è arrivata proprio durante il picco di caldo, poco dopo l’ora di pranzo. Dopo aver attivato un primo gruppo elettrogeno in via Alfano, a ridosso di via Belvedere già a metà mattina, in tarda mattinata è stata ridata corrente dai tecnici dell’Enel all’area del porto con lo stesso stratagemma. Identica soluzione per le aree mancanti, quindi secondo corso e zone limitrofe, con altri due generatori attivati fra le 14,30 e le 15,30 in corso Umberto I e ancora in via Alfano, a ridosso del secondo Corso.

Emergenza finita, in attesa della riparazione completa del guasto. Ma i danni e i disagi di una giornata da incubo restano.