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San Basso da record: oltre 20mila presenze per la sei giorni di eventi musicali e gastronomici

Numeri da record per l’evento più amato dell’estate termolese che, per quasi una settimana, ha cambiato il volto del porto, trasformandolo in un palcoscenico di musica, colori e sapori. L’associazione ‘San Basso 7.0’, nei soli 6 giorni delle manifestazioni legate al Santo Patrono, ha allargato il significato della festa con un susseguirsi di appuntamenti che hanno richiamato in città oltre 20mila persone provenienti da ogni dove: c’erano i termolesi del nord, coloro che per motivi di studio o lavoro non abitano più qui, turisti che si trovano per la prima volta a Termoli e poi i veraci, quelli che devono esserci, costi quel che costi.

Grande merito a questo rinnovato senso di appartenenza, che va ben oltre la mera devozione del Santo, va alla musica ed agli artisti che si sono susseguiti in un crescendo di emozioni e divertimento, sul palco allestito dinanzi all’approdo dei pescherecci. La lunga festa di San Basso ha aperto i battenti il 31 luglio con l’esibizione de ‘I Fomenta’ che ha trasformato la cittadina adriatica in una ridente Salento, facendo ballare tutti al suon della pizzica. La sera seguente, 1 agosto, si cambia genere con il dj set di Biagio Capurso e Gabriele D’Orio che hanno fatto da sfondo al primo giovedì del nuovo mese.

Dal 2 al 4 agosto il palco del porto ha accolto tre band locali: generi diversi, sound diversi, ma stessa energia in grado di catapultare il pubblico in una dimensione parallela fatta di divertimento e spensieratezza. Tintilia Sound con pennellate di swing, Pellbusters con il loro inno alla termolesità con richiami ai Queen ed ai Pink Floyd, Sound Zero reduci dal successo di Sanremo Rock e capaci di riempire gli stadi come solo i grandi nomi della musica sono in grado di fare che hanno anticipato i fuochi di San Basso.

Lasciati i gruppi locali, il gran finale è stato affidato alla rocker italiana per eccellenza, la toscana Irene Grandi che ha ripercorso i suoi 25 anni di carriera, metà della sua vita, inneggiando i suoi successi, emozionando il pubblico e facendo una camminata sul viale dei ricordi della musica dei primi anni 90, quelli in cui l’arma vincente erano la grinta, la voce ed un testo che parlasse al cuore.

A contornare il tutto c’erano stand e furgoni dedicati allo street food che hanno riempito una piazza, solitamente vuota, stuzzicando le papille gustative e trasportando i clienti in un universo fatto di tradizioni e novità. La risposta, nemmeno a dirlo, è arrivata a gran voce, con un risultato strabiliante in grado di portare oltre 20mila persone nella ridente cittadina a strapiombo sul mare.

A dare altrettanto valore alle rappresentazioni musicali è stata la devozione religiosa: dalla regata in mare, all’uscita del Santo che ha tenuto tutti con il fiato sospeso e che quest’anno ha lasciato i pescherecci ancorati al porto a causa delle cattive condizioni meteomarine, fino alle processioni ed alla messa dell’aurora che ha accompagnato l’alba del 4 agosto.

L’organizzazione, impeccabile e curata fin nei minimi dettagli dall’associazione San Basso 7.0 di concerto con l’amministrazione comunale, l’azienda autonoma di soggiorno e turismo e la costa dei delfini, è riuscita ad incassare un altro risultato importante, che sarà sicuramente bissato durante la sagra del pesce.