Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

Rete dell’emergenza incentrata sul Cardarelli, elisoccorso e ospedali: 5 proposte ai commissari

Il parlamentare del Movimento 5 Stelle Antonio Federico: "Abbiamo presentato le nostre proposte alla struttura commissariale e ai Ministeri: bisogna rafforzare i nosocomi di Larino e Venafro, Campobasso invece deve tornare ad essere 'hub' nella rete dell'emergenza urgenza".

Dalla rete dell’emergenza urgenza al ruolo degli ospedali fino all’elisoccorso. Si concentrano su questi ‘capitoli’ le cinque proposte portate all’attenzione dei commissari alla sanità e dei Ministeri competenti dal parlamentare molisano Antonio Federico (M5S). L’onorevole probabilmente interviene pure per ribattere alle accuse lanciate dai consiglieri regionali di centrodestra, secondo i quali i nostri rappresentanti a Roma si stanno disinteressando del destino della sanità molisana dal momento che i tecnici sono stati designati dal Governo nel quale M5S è uno dei due azionisti.

Invece, rivela il deputato pentastellato, ad Angelo Giustini e Ida Grossi lui stesso ha chiesto di incentrare la riorganizzazione della sanità molisana prevista nel nuovo Piano operativo, attualmente al vaglio del tavolo tecnico e dei Dicasteri Salute ed Economia, su alcuni punti chiave.

Il primo: “La rete ospedaliera deve restare incentrata sull’attuale sistema hub-spoke con l’ospedale ‘Cardarelli’ di Campobasso DEA di I livello con alcune deroghe, mentre ‘San Timoteo’ di Termoli e ‘Veneziale’ di Isernia continueranno a fungere da spoke: in pratica quanto il M5S affermava già a marzo 2015″. Due anni più tardi la Neurochirurgia del Cardarelli sarebbe stata soppressa e per l’emergenza urgenza sarebbe entrato in vigore l’accordo con il Neuromed.

Per Federico, “la rete delle patologie tempo dipendenti per l’infarto del miocardio deve restare operativa, così come quella dell’ictus, magari ridando centralità al ‘Cardarelli’”. E’ la seconda delle proposte illustrate ai commissari.

Invece sulle funzioni dei nosocomi il parlamentare ha proposto di “rafforzare le specialità locali a contrasto della mobilità passiva negli ospedali di Larino e Venafro”, mentre “l’ospedale di Agnone dovrà rimanere inquadrato come ospedale di area disagiata”. 

Prioritario inoltre l’eliporto: “Puntiamo sull’elisoccorso immaginando la stipula di convenzioni che garantiscano anche i voli notturni in modo da poter raggiungere anche le aree interne”. 

Antonio Federico e Giulia Grillo

Proposte presentate perchè “i cittadini molisani non saranno mai cittadini di serie B”. Un obiettivo che, riferisce Federico, è stato sempre al centro della sua attività anche quando era consigliere regionale nelle passate legislature quando si è battuto per evitare lo sbilanciamento verso il privato.

L’unica strada che conosco per arginare la privatizzazione del sistema sanitario regionale – osserva – è quella di ricostruire una sanità pubblica più efficiente, sostenibile e sicura. Paradossalmente in questi anni di Piano di Rientro è stato invece il privato a rafforzarsi, ad ottenere più spazi, più posti letto, più budget. Il privato accreditato è pian piano passato dall’affiancare il servizio pubblico fino a sostituirlo del tutto, per alcune discipline”.

Ricorda dunque quello che è successo durante la legislatura Frattura, che era anche commissario alla sanità: “Nei cinque anni in cui sono stato portavoce del M5S in Consiglio regionale, questi sono stati i fari della nostra azione politica, certificata nel marzo del 2015 quando, dopo un’estenuante seduta monotematica sulla sanità, centrodestra e centrosinistra regionale bocciarono la nostra risoluzione che intendeva ‘rimodulare l’offerta sanitaria in maniera tale che il budget da destinare alle strutture pubbliche non sia essere inferiore all’85% del Fondo sanitario regionale. Intorno a questo assunto il M5S riuscì anche in un altro grande risultato: la condivisione da parte di tutti i Comitati a difesa degli ospedali regionali.
Già allora era evidente che la politica regionale non sarebbe mai stata in grado di risolvere i problemi della sanità regionale perché troppo legata ad interessi particolari. E questo è un discorso che valeva e vale tanto per il centrodestra che per il centrosinistra”. Il riferimento è ad Aldo Patriciello, l’europarlamentare di Forza Italia alleato prima di Paolo di Laura Frattura (Pd) e ora sostenitore dl presidente di centrodestra Donato Toma. 

L’attualità dimostra che il Molise è ancora lontano dall’uscita dal piano di rientro perchè dal tavolo tecnico che verifica i conti della sanità “sono emerse due questioni drammatiche: la contestazione alla Regione Molise del mancato trasferimento di 4,2 milioni di euro al conto della sanità e il corposo ed ingiustificato ricorso all’extrabudget per i non residenti in Molise, da parte dei principali privati accreditati per un totale di 15 milioni di euro, per l’anno 2018.

Le conseguenze sono state deficit, aumento delle aliquote aggiuntive di Irpef e Irap e l’immediato blocco del turnover”.