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Punto Nascite, Governo insiste con la chiusura e fa ricorso. “Con la crisi di Governo tutto è più difficile”. Petizione pronta per Salvini

“Consegneremo le 8422 firme raccolte a favore della sopravvivenza del Punto nascite del San Timoteo di Termoli a Salvini”. Questa mattina, 9 agosto, il comitato L113 aspetta sulla spiaggia il ministro dell’Interno che, malgrado la crisi di Governo aperta ieri, continua il suo tour Estate Italiana tra i lidi della costa adriatica.

“Due ministri di questo Governo – dice il Comitato Voglio nascere a Termoli – ci hanno appena dichiarato guerra, ricorrendo al Consiglio di Stato contro le nostre mamme e i nostri sindaci, e fregandosene dei giudici del Tar. Cercheremo di essere ricevuti dal vicepremier e portargli la petizione”.

La notizia è circolata ieri. L’avvocatura generale dello Stato ha notificato per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei commissari molisani alla sanità l’appello cautelare al Consiglio di Stato per la riforma dell’ordinanza del Tar Molise che ha scongiurato la chiusura del punto nascita dell’ospedale San Timoteo di Termoli. Gli avvocati Massimo Romano e Iacovino, che difendono i Comuni e ricorrenti e le donne partorienti, si dicono non preoccupati. “Le censure della Presidenza del Consiglio ripropongono argomenti che sono già stati ampiamente superati in primo grado e non sono idonei a scalfire la solidità dei motivi di ricorso così come recepito e condivisi dal Tar Molise con l’ordinanza di sospensiva”.

“Stupisce però – aggiunge Massimo Romano – la decisione del Governo di perseverare in uno scontro frontale con il territorio anziché, come da più parti auspicato, ricercare una soluzione condivisa, a partire dalle misure per superare la mancanza di personale medico e le altre carenze che, è il caso di ricordarlo, sono imputabili esclusivamente all’inadempimento decennale della struttura commissariale, il cui fallimento non può ricadere sulla pelle dei cittadini molisani”.

Scontata il ricorso al Consiglio di Stato, organo giurisdizionale superiore, contro la sentenza del tribunale amministrativo del Molise che per ora ha dato ragione su tutta la linea ai sindaci del territorio, a cominciare da Termoli. Ma si è sperato fino all’ultimo che non si procedesse otre, contando forse anche su agganci politici che si sono rivelati inutili.

Molise regione di centrodestra, cioè lo stesso partito che di fatto comanda il Paese. 4 parlamentari del Movimento 5 stelle, il partito che governa con la lega. Ma per ora tutto questo non è servito.

Il timore cresce nello scenario politico nazionale. “Con la caduta del governo, viene meno anche quella speranza, se pur minima, dell’intercessione della delegazione parlamentare molisana verso i Ministeri della Salute e del’Economia e Finanze, il Tavolo Tecnico, i Commissari ad acta e l’Agenas, per giungere ad un P.O. 2019-2021 in corso di definizione non penalizzante – dichiara Nicola Felice del Comitato San Timoteo –  Ora tutto è ancora più difficile! Resta solo l’auspicio di un impegno del Presidente Toma e del Consiglio regionale di intavolare un confronto istituzionale costruttivo con i Commissari, per evitare che alla definizione del nuovo P.O.S.  si giunge tenendo conto esclusivamente di “freddi numeri” a cui l’Agenas potrà prendere in riferimento. Ciò comporterà ad avere un piano sanitario di lacrime e sangue, con nuovi tagli e riconversione nelle strutture sanitarie, chiusura di unità operative”.

“Risulta ancor più urgente costituire e dare inizio con immediatezza ai lavori della Commissione speciale che il Consiglio regionale ha deliberato, al fine di giungere alle linee di programmazione del servizio sanitario regionale da proporre e  votare  con un atto di indirizzo in Consiglio regionale. Linee che saranno utili nel confronto con i Commissari, il Tavolo Tecnico Interministeriale, nell’attuale fase di definizione del P.O.S. 2019-2021”.