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Pronto soccorso in affanno, “impiegare i medici della continuità assistenziale”

Impiegare i medici di continuità assistenziale nei pronto soccorso che proprio in questi giorni sono in affanno. La proposta è stata lanciata dal dottore e sindacalista della Fimmg Giancarlo Totaro per tamponare la grave situazione che ieri abbiamo raccontato relativamente all’ospedale Cardarelli di Campobasso. 
Alla cronica carenza di medici causata dal blocco del turn over si è aggiunta l’assenza di personale in ferie, come è normale in questo periodo dell’anno.
Tuttavia, il sovraffollamento dipende pure dai cosiddetti ‘accessi impropri’, ossia persone che si rivolgono al pronto soccorso anche per semplici prestazioni (una puntura, ad esempio) perchè non trovano disponibile il medico di famiglia.

“Oltre alla carenza di oltre 2mila medici (che si prevede saranno oltre 4mila nel 2025) nei pronto soccorso, il vero cancro dell’emergenza rimane l’accesso improprio che nessuno riesce a controllare pur rappresentando oltre il 90% degli accessi totali comportando un aumento dei costi”, argomenta Totaro.

Non è possibile recarsi al pronto soccorso per esami e indagini diagnostiche gratis e veloci. E poi ha bisogno veramente deve subire i disagi dell’infinita attesa“, sottolinea ancora.
Ecco la sua soluzione: “La riattivazione dei cosiddetti ‘codici bianchi’ fatti dai medici di continuità assistenziale, come previsto dagli accordi collettivi regionali della guardia medica, potrebbe essere il primo provvedimento utile ed economico, unitamente alla introduzione del pagamento di un ticket e del costo degli accertamenti in caso di accesso poi verificato improprio al pronto soccorso”.