Miliardi andati in fumo per la diga: non è mai entrata in funzione. Spunta l’ipotesi di una centrale idroelettrica

Quarant'anni fa è iniziato l'iter di costruzione dell'opera finanziata dalla Cassa del Mezzogiorno con 66 miliardi di lire. Ora occorrerebbero altri 6 milioni di euro per interventi di messa in sicurezza dal punto di vista sismico. Storia e prospettive dell'infrastruttura realizzata nel cuore del Matese e ora abbandonata. Per Legambiente potrebbe essere valorizzata proprio in un'ottica 'sostenibile' e di valorizzazione del territorio, mentre l'amministrazione guidata da Fabio Iuliano vorrebbe utilizzarla dal punto di vista energetico.

Potrebbe diventare una centrale idroelettrica. Almeno questo è il progetto del Comune di Guardiaregia sulla diga di Arcichiaro, costata fior di quattrini ma mai entrata in funzione. E’ quanto emerge dal dossier di Legambiente Molise che, assieme al sindaco del piccolo centro Fabio Iuliano, ha fatto il punto sull’invaso situato all’interno del PArco del Matese nell’ambito della manifestazione itinerante ‘Goletta dei laghi’.

Quella di Arcichiaro è uno degli emblemi degli sprechi ‘made in Molise’. Finanziato con i soldi della Cassa per il Mezzogiorno assieme agli invasi artificiali di Guardialfiera, Occhito, Castel San Vincenzo e Chiauci, il progetto dell’opera risale al 1975. Negli anni Ottanta, pensando agli usi che avrebbe potuto avere per l’agricoltura e la zootecnia, si va avanti con il piano di costruzione dell’infrastruttura a cui venne destinato “un budget di circa 66 miliardi di lire, a cui vennero aggiunti 4,5 miliardi per imprevisti e lavori in economia. Inizialmente – scrive Legambiente nel dossier presentato ieri (1 agosto) nel Municipio di Guardiaregia – il costo previsto era di 20 miliardi”. E’ il primo campanello d’allarme. 

E così “venne finanziata un’opera enorme: 270 metri di lunghezza per 90 di altezza che ha comportato il completo sbancamento di uno dei costoni di roccia all’imbocco della gola”. Dunque, un invaso impattante sul territorio. “Uno scempio per la cui realizzazione venne distrutto il paesaggio”, la denuncia del sindaco Iuliano.

Passano gli anni, ci sono contenziosi e i lavori subiscono degli intoppi. Il bacino artificiale viene completato nel 2002, ma non è mai entrato in funzione. Anzi, sottolineano dall’associazione ambientalista, “la diga di Arcichiaro, che si riempie e si svuota a seconda delle stagioni, è attualmente inutilizzabile perchè mancano le condotte dell’acqua”. Per cui “anche se oggi la diga fosse pienamente operativa non potrebbe comunque essere utilizzata per alcuno scopo”.

Per provare a rendere irreversibile il cospicuo spreco di risorse pubbliche, l’attuale amministrazione di Guardiaregia (Comune entro cui ricade interamente l’opera) ha auspicato l’utilizzo della diga come una centrale idroelettrica. Sarebbe un modo per evitare che l’opera diventi uno dei simboli degli sprechi made in Molise.

Anche perchè l’invaso necessita attualmente di una manutenzione straordinaria per aumentarne la sicurezza in caso di terremoto: a diga è stata costruita in un’area classificata zona sismica 1. La spesa stimata ammonta a 6 milioni. Un altro classico italiano: le infrastrutture vengono costruite e poi si rovinano senza che vengano utilizzate dalla collettività. 

“Attualmente non è chiara nè la funzione attuale nè quella futura dell’invaso di Arcichiaro che potrebbe diventare una riserva di acqua potabile”, sostengono da Legambiente. “La diga si trova a circa 900 metri sul livello del mare e quindi si potrebbe bere acqua priva di particolari rischi di inquinamento”. Oppure il bacino “potrebbe essere utilizzato per la produzione di energia pulita”. Insomma “può diventare un volano per lo sviluppo sostenibile del territorio evitando lo spreco di denaro pubblico avvenuto in questi anni “.

L’importante dunque è che, 40 anni dopo la sua progettazione e a distanza di due decadi dalla conclusione dei lavori, se ne capisca la funzione il prima possibile.

(foto Loredana Mastroberardino)