Menzogne sul Parco nazionale del Matese, Legambiente: “Le Regioni non fanno nulla, ci pensiamo noi”

Gli ambientalisti intendono difendere con tutte le forze l’istituzione del Parco Nazionale del Matese, “l’unica opportunità di sviluppo sostenibile del nostro territorio”. Pronta la campagna di comunicazione #bastafake, per bloccare la confusione e le menzogne in circolo sulle regole del parco. Dove non arrivano le istituzioni, ci pensano le associazioni

Legambiente lancia la stoccata a Regione Molise e Regione Campania: “Non fanno nulla per fermare la confusione e le menzogne sul Parco Nazionale del Matese”. Ecco che l’associazione ambientalista più impegnata sul territorio per l’istituzione del Parco Nazionale, lancia la campagna #bastafake.

Tutto parte dalla necessità di informare correttamente cittadini ed operatori economici sui dubbi relativi all’istituzione del parco, evitando che false leggende metropolitane – come l’impossibilità di raccogliere funghi o allevare bovini nell’area – influenzino negativamente la popolazione.

Quella di Legambiente è una campagna di informazione semplice, partita dal basso, per sopperire ad una necessità non recepita dalle Regioni coinvolte. Pronte una serie di infografiche che saranno condivise per rispondere alle domande più frequenti. Il canale di divulgazione sarà il web.

Durante gli Stati Generali del Matese, – il percorso di animazione territoriale che fin dal 2014 ha riattivato l’iter di istituzione del Parco, – Legambiente è stata tra gli attori che hanno avuto modo di analizzare cosa fosse possibile fare all’interno di un’area protetta e quali fossero le regole generali da osservare per i cittadini e gli operatori economici.

parco matese diapositive

Per questo ha la possibilità di assolvere ad una sorta di funzione pubblica con un unico obiettivo, quello di evitare di bloccare il Parco Nazionale, “l’unica opportunità – dicono dall’associazione – di sviluppo sostenibile e duraturo per il Matese, una delle tante aree interne che, come ha certificato il recente rapporto dello Svimez, può evitare l’oblio se attraverso il Parco punta su un progetto di sviluppo legato alle attività agricole forestali e zootecniche di qualità e in grado di rilanciare nel comprensorio matesino un turismo attivo e sostenibile e la valorizzazione delle produzioni locali”.