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L’eliporto, il miraggio della sanità molisana. Altri 200mila euro per la manutenzione di un servizio che non esiste (ancora)

L'Azienda sanitaria ha approvato il progetto esecutivo dei lavori per la 'Manutenzione straordinaria della piastra dell'elisuperficie' che doveva essere pronta un anno fa. Un'opera già danneggiata dagli agenti atmosferici e la cui attivazione è stata richiesta a gran voce dai cittadini che auspicano un pronto intervento sanitario in caso di malattie tempo dipendenti come l'ictus.

Quanti altri soldi pubblici bisognerà spendere per veder funzionare l’eliporto dell’ospedale Cardarelli di Campobasso?

Non c’è dubbio: l’attivazione dell’infrastruttura è stata richiesta a gran voce da cittadini e comitati quandosi è scoperto che il protocollo d’intesa per le malattie tempo dipendenti stipulato dall’Asrem con Neuromed fa ‘acqua’ perchè probabilmente non fornisce garanzie ai pazienti colpiti da ictus o patologie simili. Non è un caso che la stessa Azienda sanitaria abbiamo chiesto una disponibilità ai nosocomi di Abruzzo e Puglia in caso di emergenze.

Ecco perchè l’elisoccorso viene considerato quasi la panacea di tutti i mali. Peccato che finora ci sono stati solo annunci e che non si sappia nemmeno quando entrerà in funzione.

Per ora i vertici dell’Azienda sanitaria hanno approvato il progetto esecutivo dei lavori per la ‘Manutenzione straordinaria della piastra dell’elisuperficie del Cardarelli’. L’atto è dello scorso 30 luglio e prevede una spesa complessiva di 200.000 euro per rifare “massetti, guaina e pavimento industriale”. Ma nella delibera l’Asrem non fissa date sull’entrata in funzione dell’opera, nonostante (come si legge nel documento firmato dal direttore generale Gennaro Sosto e dai direttori sanitario e amministrativo, rispettivamente Antonio Lucchetti e Antonio Forciniti) è stata “più volte rappresentata dalla Direzione generale e dalla Prefettura di Campobasso la necessità di ripristinare la elisuperficie al Cardarelli”.

Per questo erano stati presi contatti con l’Enac che, in una nota del 2017, aveva descritto quali fossero i lavori necessari per autorizzare l’elisuperficie, tra cui il rifacimento del manto di copertura. L’appalto era stato dunque affidato alla Pulisud srl. Poi la sorpresa: durante l’esecuzione dei lavori l’impresa edile “ha evidenziato criticità che non erano state considerate l’intervento iniziale” rendendo dunque necessaria “la revisione di una riprogettazione complessiva”.

Quella dell’eliporto del Cardarelli insomma sembra una delle tante storie di opere pubbliche realizzate, non completate e infine danneggiate dagli agenti atmosferici. Infrastrutture che poi devono essere risistemate con altri finanziamenti pubblici per poterle utilizzare perchè vengono nel frattempo usurate dal tempo.

Già nel luglio del 2018, come raccontato da Primonumero, vennero realizzati i lavori per riparare i danni provocati da un acquazzone. Le infiltrazioni d’acqua inzupparono i soffitti costringendo l’Asrem ad intervenire.

Eppure parliamo di una delle parti più nuove del nosocomio di contrada Tappino: l’eliporto venne costruito con il terzo blocco e, come ricordò l’ex direttore sanitario del Cardarelli Luigi di Marzio, attuale senatore della Repubblica, ha funzionato fino all’inizio degli anni 2000. Poi il servizio venne interrotto in quanto non venne rinnovata la convenzione con il 118 dell’Abruzzo.

L’elisoccorso sarebbe dovuta essere attivato l’anno scorso, dopo i lavori effettuati un anno fa. Lo stesso direttore sanitario dell’Asrem Antonio Lucchetti assicurò che entro poche settimane sarebbe stata messa a norma la piattaforma e attivate le procedure con Enac. Un’estate dopo siamo punto e a capo.