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La devozione, il richiamo del mare e la preghiera per i naufraghi: le emozioni di S.Basso fotogallery

Nonostante la pioggia e il vento abbiano rovinato la processione in mare, la festa per il patrono di Termoli si conferma un rito collettivo, consacrato di generazione in generazione. Quest'anno un pensiero anche ai migranti morti in mare

“È qualcosa da cui non puoi scappare. Il mare. Ma soprattutto il mare chiama”, scrive Alessandro Baricco (nel libro Oceano mare). E i termolesi interpretano e incarnano questo richiamo, che diventa irresistibile nel giorno di San Basso.

Un rito di popolo, un rito che attraversa le generazioni. Claudio, Flavio: sono i bambini che sulla barca del Santo spiegano con dovizia di particolari perché amano questa festa.

“Né la pioggia, né il vento potranno scalfire il nostro culto. Oggi è festa però c’è da dire che di tristezza c’è perché non siamo potuti uscire in mare, la festa di san Basso rappresenta Termoli e tutti i termolesi in generale, Termoli è la nostra città e ha accolto le spoglie del santo e anche di un altro santo che è San Timoteo” dicono.

Una festa che stupisce, per certi versi affascina. Stupisce vedere gli armatori in equilibrio sulle loro barche, arpionati come funamboli professionisti ai bordi dei pescherecci. Ci tengono che tutto sia perfetto per il “loro” santo che li onora della sua presenza sulla barca.

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Imbarcazione affollata fin dalle prime ore del mattino: alle 8 si sta già stretti stretti, fianco a fianco, con la speranza che il mare non si ingrossi, mentre il maestrale non concede tregua e la pioggia inizia a cadere.

Occhio a non inciampare“, il richiamo ai giornalisti muniti di telecamere e smartphone per non perdere l’attimo prezioso. C’è chi si graffia vicino a qualche attrezzatura, altri che rischiano di perdere il cappello per colpa di una folata di vento. Ma non importa, nulla può rovinare la festa.

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Nemmeno le nausee causate dalla nave che si muove un po’ troppo. “Hai preso la pastiglia per il mal di mare?“, domanda qualcuno. Altri recitano la preghiera di San Basso per placare il maltempo.

E il piccolo ‘miracolo’ avviene.

Poco dopo le 9 l’arrivo della statua del Santo è accompagnata da un caldo sole. Qualche lacrima di emozione dopo lo scoramento provocato dal maltempo, la tensione si scioglie in applausi e la commovente preghiera dell’arcivescovo che ricorda tutti i morti in mare. A cominciare dai migranti “A cui apriamo i porti”.