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Il Comune dice no alla plastica usa e getta: sparirà da uffici, sagre e manifestazioni

Il Comune di Termoli ha aderito ufficialmente alla campagna del Ministero dell'Ambiente denominata 'Plastic Free Challenge'. Ciò comporta una serie di impegni, a partire dal bando della plastica monouso dai propri uffici

Il Comune di Termoli ha aderito alla campagna del Ministero dell’Ambiente ‘Plastic Free Challenge’. Così ha stabilito la Giunta che con la deliberazione n. 213 del 22 agosto ha deciso di far propria una idea sostenibile di futuro. Ma cos’è la campagna ‘Plastic Free Challenge’?

Si tratta di un’iniziativa del Ministero dell’Ambiente lanciata poco più di due mesi fa e fortemente voluta dal Ministro M5S Costa. Il suo è stato un appello rivolto in primis ai suoi colleghi pentastellati (Fico e Di Maio) e poi esteso a tutte le Istituzioni pubbliche, dal Parlamento alle Regioni fino al più piccolo Comune. L’obiettivo è quello di ‘dare l’esempio’ eliminando la plastica monouso, principale responsabile dell’inquinamento dei nostri mari.

Il Comune costiero molisano ha dato ufficialmente la sua adesione e, a seguito di questa, l’Amministrazione dovrebbe portare avanti una serie di iniziative concrete volte ad aumentare la quota di rifiuti riciclabili e diminuendo il ricorso a materie prime non rinnovabili (derivati del petrolio) favorendo l’utilizzo di materie prime rinnovabili quali le bioplastiche.

La speranza è che i ‘desiderata’ non restino solo sulla carta ma si trasformino in azioni concrete a beneficio dell’ambiente. Tanto per cominciare, l’adesione alla campagna comporta il bando di tutti i prodotti di plastica monouso dagli uffici comunali. Nel testo approvato si legge: “Disporre l’immediata eliminazione e conseguente sostituzione dei prodotti plastici esistenti negli uffici comunali dando mandato ai Responsabili dei Settore di interrompere gli acquisti in materiale plastico “vergine” privilegiando altri materiali o utilizzando plastica riciclata in conformità al «Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione»”. Niente più bicchierini di plastica e bottigliette d’acqua, dunque.

Ancora, viene dato mandato al Responsabile del Settore Ambiente di individuare dei posti idonei per l’installazione di appositi distributori di acqua pubblica. Ciò scoraggerebbe l’acquisto dell’acqua in bottiglie di plastica, attualmente la soluzione più adottata anche perché in città di distributori del genere ce n’è solo uno, in via Argentina. A tal proposito ricordiamo che uno dovrebbe sorgere nel parchetto in via Madonna delle Grazie sulla base di un progetto approvato dalla precedente Amministrazione insieme alla ditta Ecocontrol.

Poi ci sono obiettivi più generici ma che potrebbero avere a loro volta una loro concretezza ed efficacia. Come le campagne informative rivolte alle scuole e ai cittadini in genere, attivare una strategia pluriennale volta a ridurre la plastica monouso delle aree pubbliche oppure attivare una strategia di sensibilizzazione.

Se non restasse ‘lettera morta’ vorrebbe dire che, ad esempio, nelle manifestazioni o sagre troveremo solo prodotti biodegradabili, quelli che anche l’Unione Europea incentiva mettendo contestualmente al bando – dal 2021 – i prodotti di plastica usa e getta (piatti, bicchieri, posate, cannucce, cotton fiock, ad esempio).