Salvini sulla spiaggia termolese, il Pd: “filoleghisti nostrani ridotti a claque meridionale”

Il circolo del Pd cittadino in una nota esprime tutto il proprio dissenso per la prossima (incerta fino all’ultimo) visita del Ministro Matteo Salvini e di tutti i ‘filoleghisti’ che saranno lì ad omaggiarlo.

Il primo punto su cui il Commissario di circolo, Maria Chimisso, lancia accuse è il fatto che il vicepremier scelga la spiaggia per presentare il suo programma politico-elettorale, d’altronde la tempistica è ‘perfetta’ vista la crisi di Governo che si è irrimediabilmente aperta nelle ore scorse.

“Salvini sarà (forse) a Termoli per presentare il suo programma politico-elettorale. In spiaggia. Ci aspettiamo che venga accolto dalla amministrazione comunale filoleghista in carica. Sempre in spiaggia. L’arena divenuta non solo metafora, ma luogo fisico della disputa politica nazionale contemporanea, instabile, mutevole e inaffidabile, spazzata dalle onde del populismo dilagante. Davvero l’ex ministro degli interni non poteva scegliere teatro migliore per rappresentare l’inconsistenza del suo progetto politico”.

La Chimisso non lesina stoccate neanche ai pentastellati, accusati di ignavia perché non avrebbero espresso la propria contrarietà ad un progetto politico che starebbe cagionando danni al territorio basso molisano (leggasi sanità). “Il Movimento 5 Stelle è impegnato dal Contratto di governo con la Lega nel compito di distruggere la sanità termolese, in barba ai proclami, agli slogan e ai documenti proditori presentati in consiglio regionale. Che il loro imbarazzo sia tangibile, lo si evince anche dall’assenza di riferimenti all’evento sulle pagine social dei loro portavoce e consiglieri comunali”.

Stesso silenzio, tuona la Chimisso, “sulle pagine degli amministratori locali, fatto alquanto bizzarro, se si guarda alle conversioni che hanno fulminato i politici nostrani, divenuti in massa la migliore claque meridionale del partito padano. Cosa diranno (o direbbero) al già vicepremier?”

E qui l’affondo è sulla vicenda Tunnel, un paradosso per l’esponente del Pd dato che il Governo è inciampato su un ‘analogo’ progetto, quello della Tav. “In effetti gli attuali amministratori hanno vinto le elezioni al grido di ‘No tunnel’, capitalizzando il rifiuto per il cambiamento di una parte della città. Fatto alquanto bizzarro, se si considera che la politica leghista pone un tunnel, le infrastrutture, le grandi opere e il cambiamento al centro del rilancio economico e dello sviluppo del sistema paese. Fatto stravagante – prosegue la Chimisso – poiché il no ad un tunnel ha appena fatto cadere il governo”.

“Ma l’amministrazione comunale (Giunta Roberti, ndr) in carica – conclude la Chimisso, ex vicesindaco della città nell’amministrazione Sbrocca – ha scelto di non cambiare nulla, perché evidentemente ritiene che la narrativa dei no non solo garantisca consensi, ma salvi Termoli dalla stagnazione economica, dalla disoccupazione e dal regresso. L’amministrazione Roberti ha scelto un progetto politico di basso profilo e consiglieri ultra settantenni per dare risposte economiche e prospettive (?) alla città. Ancora una volta, il rifiuto del cambiamento. Come questo si concili con la propaganda di un ex ministro che la pensa in maniera esattamente contraria, ce lo diranno i consiglieri in carica. Ammesso che Salvini abbia tempo per la nostra città”.