Giuseppe Uncini, l’artista che ha costruito il Novecento: superba mostra al Macte foto

Più informazioni su

Per visitare la mostra allestita (splendidamente) al Macte, il museo di arte contemporanea di Termoli in via Giappone, bisogna lasciare fuori dall’ingresso i pregiudizi e provare a immergersi nella ricerca della costruzione, della edificazione su tela, che trova le sue chiavi di volta nel materiale dell’edilizia moderna per eccellenza: il cemento armato. La ricerca sorprendente e caparbia di Giuseppe Uncini, pittore e scultore marchigiano il cui lavoro avviato negli anni Sessanta ha fatto la storia delle avanguardie, protagonista della personale inaugurata oggi pomeriggio alla presenza di curatori Arianna Rosica e Gianluca Riccio.

11 opere che spaziano tra il 1962 (anno di datazione del cementoarmato n.31, che appartiene alla Collezione permanente del Premio Termoli) e il 2003, pochi anni prima della morte dell’artista, attraversando gli anni Novanta che hanno segnato il periodo del ferro, materiale del quale Uncini era innamorato per la rigidità capace di restituire all’opera una valenza di costruzione urbanistica, “ferma”, metafora della volontà tenace di fissare una geometria senza spostamenti in uno spazio definito e nello stesso tempo modulare, quindi potenzialmente infinito.

In mostra anche le ceramiche, presenti in 5 pezzi realizzati per la bottega Gatti di Faenza, apprezzate da un pubblico che è stato disposto a superare il principio della emozionabilità per un tuffo nella sperimentazione e un plauso, unanime, a una scelta che segna un passaggio fluido rispetto alla vocazione del Macte, museo fuori dai provincialismi che oggi incarna l’unica vera offerta di arte contemporanea del territorio.

Alla inaugurazione, ravvivata dalle bottiglie di vini selezionat, secondo la migliore prassi in voga nei luoghi di cultura di stampo internazionale, presenti anche alcuni esponenti dell’Amministrazione comunale, a cominciare dall’assessore Michele Barile e dal presidente del Consiglio comunale di Termoli Michele Marone, che ha auspicato una intensa opera di comunicazione e rilancio per l’allestimento in corso e in generale il Museo di via Giappone, candidato a diventare méta privilegiata degli appassionati italiani. Uncini si potrà visitare fino al gennaio 2020.

Più informazioni su