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Gasdotto Larino-Chieti, aperti i cantieri: centro di stoccaggio vicino al bosco Corundoli foto

Nonostante le proteste dei comitati, la Gasdotti Italia ha avviato il mega cantiere che tocca 7 Comuni molisani e in particolare la riserva di Montecilfone

Le proteste, almeno fino ad ora, sono servite a poco. Il gasdotto Larino-Chieti si fa, o meglio prosegue, dato che buona parte esiste già. Sono infatti iniziati da alcune settimane i lavori di realizzazione del tracciato che interessa il Molise in ben sette Comuni per un totale di circa 25 chilometri e in particolare il centro di stoccaggio di fianco al bosco Corundoli, polmone verde alle porte di Montecilfone, dove sono stati ammassati i grossi tubi che dovranno condurre il gas.

La Gasdotti Italia, vale a dire l’impresa che porta avanti l’opera, ha avviato i cantieri in numerosi punti che interessano Larino, Guglionesi, Montecilfone, Palata, Montenero di Bisaccia, Tavenna, Mafalda. Sono solo parte del tracciato per una lunghezza complessiva di 111,646 chilometri, e che oltre ai sette centri molisani toccherà anche 18 Comuni della Regione Abruzzo.

Un’opera che è stata contrastata fin dal principio dai comitati No Hub Gas, Forum H2o e soprattutto ‘I Discoli del Sinarca’, un gruppo di persone del Basso Molise che in questi anni ha tentato di sensibilizzare dai rischi che una mastodontica opera di quel tipo possa comportare per il territorio bassomolisano.

Metanodotto

In particolare nel mirino c’è Sinarca Stoccaggio, vale a dire un sito di “stoccaggio di gas naturale in giacimento di idrocarburi” con capacità di immagazzinamento di 200 milioni di metri cubi e una erogazione massima giornaliera di 3,2milioni di metri cubi al giorno. Una super-bombola dove verrà iniettato, a fortissima pressione, il gas che finisce nei giacimenti esauriti del suolo per poi essere inviato al nord Europa e in altre zone d’Italia.

Un’opera che quindi non servirà al Molise, ma che al Molise potrebbe arrecare danni, visto che impianti di stoccaggio sono a rischio di incidente rilevante e per la cosiddetta sismicità indotta, per altro riconosciuta dallo stesso Ministero per lo Sviluppo economico nel concedere le autorizzazioni al Gasdotto.

Metanodotto

Senza contare il rischio idrogeologico che va ad aggiungersi a quello esistente di un territorio particolarmente franoso e sismico. A nulla è servito l’appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, né la raccolta firme avviata più di recente, con più di mille adesioni.

Il cantiere è avviato, affidato alla società Nuova Ghizzoni Spa di Ferrandina, in provincia di Matera, per oltre 35 milioni e 691mila euro. Tempi previsti per l’ultimazione dei lavori, due anni circa, salvo sorprese.