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Gam, Toma convoca sindacati e lavoratori: “Rischiamo un disastro sociale”

L’appuntamento è fissato a domani pomeriggio, 30 agosto, alle ore 15.30, nella sede della Regione Molise. Proprio palazzo Vitale ospiterà il confronto tra il governatore Donato Toma, le rappresentanze dei sindacati e dei lavoratori che hanno mal digerito l’assenza degli esponenti della giunta regionale nell’incontro dello scorso 26 agosto sulla Gam.

La strada è stretta stretta e il tempo per evitare quello che gli ex operai definiscono (“un disastro sociale”) è poco: un mese, poi sarà la fine per 240 persone che resteranno senza lavoro o sussidi al reddito. Un centinaio è di Bojano, l’altra metà proviene da Campobasso e dai paesi dell’hinterland. Insomma, si aprirà una ‘buco nero’ per l’economia molisana.

Il nostro obiettivo è – e resta – il lavoro”, scandiscono gli ex dipendenti dell’azienda di Monteverde di Bojano, fallita e riaperta solo in parte. Solo l’incubatoio è attualmente in funzione. Il rilancio del macello è rimasto sulla carta dopo che la società Avicola Vicentina ha mollato il progetto.

Dopo l’incontro dello scorso 26 agosto, sottolineano i lavoratori, “la preoccupazione emersa è quella legata al destino del Contratto di Sviluppo di oltre 40 milioni di euro: una misura che può e deve rappresentare un’opportunità di sviluppo per il Molise”.

Per evitare una nuova Caporetto per l’economia molisana, gli ex operai della Gam hanno individuato quattro obiettivi da perseguire nel breve termine: un incontro al Ministero dello Sviluppo economico (che non si sa da chi sarò guidato, considerando la formazione del nuovo governo Conte, ndr), un confronto al Ministero del Lavoro per capire se c’è la possibilità di ricorrere a misure di sostegno al reddito. E ancora: per i lavoratori va verificata la possibilità di “ogni utile intervento anche di tipo legislativo qualora si superi la Crisi di Governo”. Soprattutto: “bisogna scongiurare i licenziamenti predisponendo, tuttavia, un piano di lavori di pubblica utilità, di politiche di reinserimento lavorativo, di sostegno per imminenti pensionamenti”. 

Alla politica chiedono unità per risolvere la vertenza che avrà conseguenze pesanti per il tessuto economico regionale. Intanto, lunedì 2 settembre dovrebbe svolgersi un presidio davanti a palazzo Vitale. Il condizionale è d’obbligo dopo la convocazione in via Genova da parte del presidente Toma.

Intanto, i lavoratori non abbassano la guardia e chiederanno conto del “rispetto degli impegni, compresi quelli assunti nell’ordine del giorno che qualche settimana fa venne approvato all’unanimità e chiederanno la convocazione di una nuova riunione del Consiglio regionale. Il lavoro è la priorità e non c’è più tempo da perdere”.

(foto archivio)