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Ferragosto in carcere: camera penale di Larino presenzia all’evento con una delegazione

Si chiama ‘Ferragosto in carcere’ ed è l’iniziativa promossa dal Partito Radicale e da Radio Radicale a cui ha aderito anche l’Unione Camere Penali Italiane. L’evento nasce con lo scopo di manifestare la vicinanza dei penalisti ai detenuti. Alla giornata che si è svolta ieri, sabato 17 agosto, presso la casa circondariale e di reclusione di Larino, ha partecipato anche la Camera Penale del comune pentro con il Presidente Roberto D’Aloisio, il segretario Luigi Iavasile ed i tre componenti dell’Osservatorio carceri Nicola Banaduce, Marie Tesi e Federica Rogata, oltre ai consiglieri regionali Massimiliano Scarabeo e Nicola Eugenio Romagnuolo, accompagnati dalla direttrice del carcere Rosa La Ginestra che “con grande disponibilità ha aperto le porte della casa circondariale consentendo l’ingresso in aree e spazi normalmente non accessibili”, hanno commentato dalla Camera Penale.

La visita ha fornito la possibilità di avere “contezza delle condizioni in cui versano i detenuti, sicuramente privilegiati rispetto a quelli di altri istituti sia con riguardo alle possibilità di formazione scolastica e professionale che per il godimento di, seppur limitati, spazi di libertà” continua la delegazione che aggiunge le impressioni avute durante la visita: “Nonostante il numero dei detenuti sia superiore alla capienza regolamentare, l’impressione che i visitatori hanno avuto è che i reclusi godano di adeguati spazi con celle personalizzate, ciascuna tinteggiata con colori diversi ed arredata secondo il gusto degli ospiti. L’incombere del cemento è stato smorzato, nei cortili dedicati all’ora d’aria, dalla realizzazione di murales ad opera dei detenuti stessi, sotto la direzione di un’associazione di volontariato su finanziamento del CIPIA di Campobasso. All’interno dell’istituto, oltre alle aule deputate alle lezioni scolastiche e ai laboratori di cucina e sala, sono presenti zone verdi, con orto e serra, aree dedicate ai giochi per i bambini, reparto sanitario, biblioteca, sala lettura, cappella e sala delle confessioni, ed è in fase di realizzazione la sala per le videochiamate dei detenuti”.

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Di grande impatto il rapporto umano che si crea tra detenuti e guardie: “Fiore all’occhiello del carcere è apparso, poi, l’approccio umano dell’amministrazione penitenziaria nei confronti delle esigenze dei detenuti, come riconosciuto anche da alcuni di essi, approdati a Larino da altri istituti dove le offerte rieducative sono ridotte ed il rapporto con i vertici del tutto assente – aggiunge la Camera Penale – Il sistema trattamentale, per i detenuti che vi aderiscono in maniera attiva e costruttiva, si dimostra efficace e costituisce la chiave di accesso ai provvedimenti della magistratura di sorveglianza, ben propensa a dare fiducia ai richiedenti, ammettendoli a misure alternative alla detenzione”.

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È chiaro che, tra le tante note positive, ce ne siano alcune negative che andrebbero migliorate, a partire dai “collegamenti stradali per raggiungere la struttura che si riflette sulla possibilità, per i detenuti, soprattutto quelli di altre regioni, di avere colloqui con i propri familiari”, passando per la “carenza di personale, essendo prossime al pensionamento ben sei unità che probabilmente non verranno sostituite, con le inevitabili ripercussioni nella gestione dell’ordine e della sicurezza, già di per sé difficoltosa a seguito della nuova geografia carceraria che ha determinato la confluenza a Larino di numerosi detenuti delle carceri del Lazio, rivelatisi particolarmente problematici, come confermato dalla direttrice stessa”.

A mancare del tutto, come sottolineato dagli avvocati in visita al carcere di Larino, “il servizio per le tossicodipendenze, con trattamenti assicurati solo dall’infermiere di turno, senza alcun professionista specializzato, come anche il supporto psicologico, demandato essenzialmente all’attività dei volontari.  Purtroppo, nonostante il grande impegno profuso  dalla direzione nel recupero e nella rieducazione del reo, del tutto deficitario è l’effettivo reinserimento sociale e lavorativo, che costituisce l’essenza stessa della funzione della pena. ln tal senso l’impegno della Camera Penale di Larino, per il tramite dell’Osservatorio Carceri, è quello di farsi portavoce di tutte le criticità evidenziate e di sollecitare le istituzioni affinché le numerose energie impiegate all’interno del carcere non si  disperdano vanamente al di fuori delle mura, col rischio di ricaduta nel crimine per l’assenza di alternative”.