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Ferragosto di sangue, indagato per omicidio stradale l’autista del minibus. Ancora grave l’uomo ricoverato al Cardarelli

La famiglia della turista argentina, seconda vittima del terribile schianto del mezzo che era stato messo a disposizione da Trenitalia, si è rivolta ad una società specializzata per le pratiche utili al rimpatrio della salma, per fare piena luce sui fatti e sulle responsabilità e per seguire gli atti della Procura che sul sinistro ha aperto un fascicolo

Norma Mercedes Romero, 64 anni, cittadina di Cordoba (in Argentina) è la seconda vittima del tragico incidente stradale accaduto nella tarda serata della vigilia di Ferragosto lungo la statale 87 in territorio di Vinchiaturo.

La donna, commerciante, stava trascorrendo un periodo di vacanza in Italia con il compagno e connazionale, ottant’anni, di Jelsi, rimasto anche lui gravemente ferito e ricoverato in Rianimazione presso l’ospedale Cardarelli di Campobasso.

La coppia aveva fatto tappa anche a Roma e a Venezia, e la sera del 14 agosto doveva raggiungere Campodipietra per trattenersi alcuni giorni presso i parenti di lui.

Norma Mercedes e il compagno, assieme all’altra vittima, la quarantaquattrenne Giovanna Colasurdo, (originaria di Morrone del Sannio dove stava rientrando per trascorrere il Ferragosto ma attualmente residente per motivi di lavoro a Massa Carrara), stavano viaggiando a bordo di un mini-van messo a disposizione da Trenitalia: a causa del ritardo del convoglio Roma-Caserta, infatti, molti passeggeri avevano perso la coincidenza per Campobasso e non si era trovato posto per tutti in pullman.

Per i tre viaggiatori rimasti purtroppo coinvolti nel terribile schianto, l’azienda aveva reperito un altro mezzo sostitutivo, un minibus Renault Trafic da nove posti.

Giunto al chilometro 124 della strada statale 87, al bivio per Vinchiaturo, quando erano circa le 22,30 nell’affrontare il “curvone” all’altezza dell’azienda Iannacone,  il conducente, un sessantenne casertano, ha perso il controllo del mezzo finendo con la parte posteriore, quella dov’erano seduti i passeggeri, contro il cancello dell’attività commerciale.

Per le due donne non c’è stato scampo: sono state estratte a fatica dalle lamiere contorte del minivan dai vigili del fuoco di Campobasso ma i sanitari non hanno potuto che constatare il decesso, praticamente istantaneo, della turista argentina a causa dei gravi politraumi riportati, mentre Giovanna Colasurdo sarebbe spirata poco dopo.

E’ stato invece trasportato in condizioni gravissime e in prognosi riservata al “Cardarelli” l’altro passeggero e compagno della sessantaquattrenne, mentre l’autista, che sarebbe risultato negativo all’alcol e al drug test a cui è stato sottoposto dai carabinieri della locale stazione, se l’è cavata miracolosamente con ferite lievi, ma adesso dovrà rispondere del reato di omicidio stradale.

Sul tragico incidente infatti, come da prassi, il sostituto della Procura di Campobasso, il dottor Vittorio Gallucci  ha aperto un procedimento penale. Non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia e ha dato il nulla osta per i funerali (quelli di Giovanna Colasurdo si sono già tenuti).

Norma Mercedes Romero lascia nell’immenso dolore a Cordoba due figli, Pamela Edith, di 42 anni, e Gonzalo Javier Armando, di 37, un fratello, Luis Carlos, e la sorella Adriana, che vive a Tenerife.

I familiari, per essere assistiti e per ottenere giustizia, attraverso il consulente personale e responsabile della sede di Bari, Sabino De Benedictis, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini.

Studio3A si farà carico di tutte le pratiche per il rimpatrio della salma, per dare modo ai congiunti di dare quanto prima l’ultimo saluto e una degna sepoltura alla loro cara.