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Facciamo del Molise la prima regione green d’Italia

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Quando viene a trovarci qualcuno da fuori, che non conosce la nostra terra, l’osservazione che fa e l’impressione positiva che ne riporta è tutta per la bellezza del territorio, per la salubrità del clima, per l’ambiente incontaminato. Davvero il Molise, sospeso fra le spiagge incantevoli di Termoli e la montagna del Matese, disegnato fra le colline del basso Molise e i boschi dell’interno, è un paradiso. E l’ambiente, la natura, la coniugazione fra i borghi e gli ampi spazi poco antropizzati, sono i suoi gioielli.

Dovremmo essere capaci di trasformare questa realtà, della quale spesso noialtri non riusciamo nemmeno a capacitarci, in ricchezza, in opportunità di sviluppo e di crescita economica e produttiva, in occasione per lavoro nuovo e qualificato per le nostre genti. Questa sarebbe la vera opportunità del cambiamento, che da tempo e da più parti, richiamiamo e rivendichiamo.

In questi anni sentiamo parlare sempre più spesso di tutela ambientale, inquinamento, cambiamenti climatici e di surriscaldamento globale: questioni urgenti, da sostenere nell’immediato, ma purtroppo ancora non seriamente affrontate. Proprio per sensibilizzare la politica, il settore produttivo,  le istituzioni e i cittadini ad una maggiore responsabilità nei confronti dell’ambiente, dobbiamo, come sindacato ed a partire da ogni contesto territoriale, magari anche marginale come è il Molise, sollecitare e spingere ognuno, a partire dalle Istituzioni, a fare di più per cercare soluzioni di sviluppo fondate sulla sostenibilità, favorendo l’economia circolare e la giusta transizione verso un’energia pulita, perché è fondamentale affrontare la questione ambientale in termini complessivi.  Proprio questo modello di sviluppo basato sulla sostenibilità può creare occupazione di qualità e garantire salute e sicurezza alle popolazioni. E su questo percorso, elemento importante, incroceremo la sensibilità delle nuove generazioni, delle ragazze e dei ragazzi, che sono il futuro della comunità e che, proprio loro, devono diventarne i protagonisti e i primi attori.

Conte saprà bene rappresentare la strategia del nostro Paese anche su questi temi. Ma la partita dell’ambiente è, tipicamente, una questione da affrontare in chiave glocal: globale, con un rapporto fra gli Stati e intese e accordi internazionali, ma al contempo da praticarsi in chiave locale.

Cominciamo, allora, nel nostro piccolo Molise. Possiamo far diventare il Molise la regione più green d’Italia, attirare qui il turismo di coloro che cercano nella natura incontaminata l’elemento centrale del loro periodo di ferie; possiamo favorire quelle imprese turistiche ed accompagnare gli investimenti di coloro, imprenditori privati non soltanto locali, che puntano su agriturismi e campeggi a contatto con la natura; possiamo essere la prima realtà territoriale che dichiara fuori legge la plastica e si impegna a ridurne l’uso sul proprio territorio; con il tanto eolico che ha invaso le nostre colline e la tanta acqua che può produrre energia non dovrebbe essere difficile per noi percorrere, fra i primi, la strada della decarbonizzazione dell’energia. E, ancora, quando pensiamo ai lavoratori in ammortizzatore sociale da impegnare in attività di pubblico interesse e a beneficio della collettività, diamo a queste un connotato di difesa, valorizzazione e promozione dell’ambiente (d’altra parte, i tanti progetti dei nostri Comuni che hanno intessuto il Contratto Interistituzionale di Sviluppo, non vanno proprio in quella direzione?). E orientare la stessa formazione professionalizzante e la ricerca e l’impegno dell’Università proprio sui temi dello sviluppo sostenibile e l’acquisizione di competenze per questa nuova economia su cui il futuro, inevitabilmente se non vorremo soccombere, si imposterà.

Lo sviluppo di una industria manifatturiera, della quale nessun territorio può fare senza a meno di arrendersi ad uno sviluppo fatto solo di caciotte e zampogne (e non è certo la posizione del nostro Sindacato), può, deve essere coniugato con uno sviluppo armonico nell’ambiente. Non tutte le aziende sono di per sé inquinanti, le modalità di abbatterne l’impatto sono oggi ben più avanzate che decenni fa, i primi soggetti portatori di innovazione anche sul versante del rispetto dell’ambiente sono spesso proprio imprenditori consapevoli (e di costoro ne avrebbe tanto bisogno la nostra economia). Altrettanto possiamo dire per l’agricoltura: uno sviluppo armonico e di ampia visione di questo settore primario dell’economia si concilia con la valorizzazione del territorio e diventa, di per sé, elemento di qualificazione e promozione e salvaguardia dell’ambiente (purché il tutto sia ben concepito, adeguatamente controllato, sostenuto ed accompagnato negli investimenti). Da tempo lo diciamo: le 3 A strategiche sono per noi l’Ambiente, Artigianato, Agricoltura.

Se presento qui alcune riflessioni da fine delle ferie, non lo faccio certo per spirito polemico o per la ricerca di spazio nel, sonnacchioso, dibattito locale. La partita che dobbiamo giocare, Conte a Biarritz e noi qui in Molise, è ben più importante: dobbiamo consegnare alle generazioni future un pianeta in condizioni almeno pari rispetto a quelle in cui l’abbiamo ereditato, garantendo ad esse il diritto di usufruire nella stessa misura e senza degrado delle stesse risorse naturali di cui beneficiamo come generazione attuale.

    

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