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Due società vogliono il gasdotto nel bosco. Sindaco dice no a Snam, ma per la Sgi “non si può più fare nulla”

Giorgio Manes, eletto lo scorso 26 maggio a Montecilfone, spiega a Primonumero.it che il diniego al passaggio del gasdotto nel bosco non si riferisce all’opera già autorizzata del metanodotto Larino-Chieti, i cui lavori inizieranno a settembre, bensì a un nuovo progetto di una seconda società intenzionata a passare coi tubi nel bosco collinare. Intanto Società Gasdotti Italia ha tracciato il percorso e avviato il centro stoccaggio.

Il nastro transennante color arancione spezza l’armonia nelle mille sfumature di verde nel bosco di Corundoli, a Montecilfone, uno dei siti naturali più importanti del Molise, classificato come Zps, zona di protezione speciale. In quei 70 ettari di bosco collinare con roverella, cerri, lecci, prugnoli e ginestre, a breve passerà il metanodotto Larino-Chieti della Società Gasdotti Italia. L’opera è stata autorizzata dal Ministero, la servitù di passaggio nel bosco concessa dal Comune di Montecilfone nello scorso mese di dicembre.

 Intanto la Sgi ha segnato il percorso e aperto il cantiere, con tanto di cartelli e informazioni sull’opera, inserita nel piano di sviluppo decennale degli investimenti 2014-2023. Complessivamente si tratta di 111 chilometri di metanodotto tra Molise e Abruzzo, 25 dei quali interessano la nostra regione e attraversano 7 Comuni (Larino, Guglionesi, Montecilfone, Palata, Montenero di Bisaccia, Tavenna e Mafalda). Di questi 25 chilometri, alcuni metri invaderanno il bosco di Corundoli.

“Ma su questo non possiamo fare più nulla: l’iter è completato e la società ha tutte le carte in regole”. A parlare è Giorgio Manes, eletto sindaco di Montecilfone lo scorso 26 maggio. Lui non è d’accordo per nulla con il passaggio all’interno del bosco, sia pure per un piccolissimo pezzo. “Ma ormai il dado è tratto” dichiara a Primonumero.it il sindaco, che spiega come ci sia una seconda società, la Snam, interessata a ottenere la servitù di passaggio nel bosco. “Ma per evitarlo possiamo ancora fare qualcosa”.

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 Sindaco, gira voce che lei abbia revocato il permesso a passare nel bosco di Corundoli alla società del gasdotto. Cosa è successo?

“E’ stata fatta confusione, ho visto anche sui social, ma le cose non stanno proprio così.  Sono due infatti i gasdotti che dovrebbero passare nel nostro bosco. Uno è quello della Sgi, per il quale l’iter burocratico, comprensivo di autorizzazioni del Ministero e permesso dato dall’ex sindaco di Montecilfone Franco Pallotta, è concluso”.

 

Su questo tipo di intervento si può ancora agire?

“No, anche se io ho convocato la Società Gasdotti Italia dopo il mio insediamento in Comune e ho ottenuto una riduzione del percorso nel bosco di Corundoli: da 14 metri a 8 metri. Ma l’opera ormai si farà, perché la società è in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie. I cantieri sono stati aperti, il centro di stoccaggio è stato allestito nella zona della variante di Montecilfone, a settembre credo che si partirà con l’intervento anche se mi è giunta voce, ancora da confermare, che siano stati trovati reperti archeologici durante i lavori di scavo preliminare”.

 

Che tipo di reperti?

“Non ne so quasi nulla perché è ancora una documentazione secretata. Ma vedremo di cosa si tratta”.

 

L’altra società che vuole passare coi tubi nel bosco qual è?

“Ecco, qua veniamo alla lettera che ho scritto io, e sulla quale anche alcuni giornali hanno fatto confusione. Il 4 luglio scorso ho ricevuto una nota di Snam Rete del gas, soggetto diverso da Sgi, che ha chiesto al Comune di Montecilfone il passaggio nel bosco di Corundoli con un nuovo progetto di sostituzione del tubo e ampliamento della rete e con 24 metri di nuovi tracciato”.

 

Un’opera non ancora autorizzata?

“Un’opera per la quale non è concluso l’iter”.

 

E lei cosa ha risposto?

“Io sono contrario a questi passaggi, da sempre. Ho risposto, il 19 luglio, che la mia Amministrazione vuole valorizzare bosco Corundoli e non intende rilasciare alcuna autorizzazione”.

 

Quindi nessuna revoca dell’attuale servitù di passaggio, per la quale il Comune di Montecilfone ha avuto un indennizzo da Sgi di 70mila euro?

“No, non avrei potuto d’altronde. Su quello non si può fare più nulla”.