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Diritti della persona: oltre 70 richieste per i minori e 35 casi di difesa civica. Il report del garante

Accompagnata dal Presidente della Regione, Donato Toma, che ha avuto per lei parole di elogio e stima, Leontina Lanciano ha tenuto oggi la sua conferenza stampa di report biennale dell’attività svolta per la Regione Molise in qualità di Garante dei Diritti della Persona.

Ha ringraziato il Presidente Donato Toma e i tanti giornalisti presenti “che sono una cassa di risonanza fondamentale per le attività che portiamo avanti”, poi ha enunciato le numerose attività che svolge per la Regione Molise come Garante dei Diritti dei Minori delle Persone private della libertà e della Difesa Civica. Leontina Lanciano è stata un fiume in piena, oggi, nella conferenza stampa dei primi due anni di mandato.

Forse perché il lavoro di un Garante, quotidianamente alle prese con dei casi limite, e anche oltre il limite, di persone che rientrano nelle fasce che nel  terzo millennio sono più a rischio di prevaricazioni, ha una connotazione sociale fortissima e risvolti emotivi notevoli, dentro e fuori l’ufficio.

Il Presidente Toma, sostenendola a gran voce (e lo ha fatto dai primi giorni, partecipando a tutte le iniziative più importanti del Garante) l’ha presentata così: “Leontina Lanciano è stata bravissima a portare avanti un lavoro di qualità e quantità, un impegno che è via via cresciuto di volume e intensità. Straordinaria la sua presenza e operatività sul territorio, sia in termini di risposta alle richieste da parte dei cittadini, sia nel rapporto con le istituzioni che, a differente titolo, sono state impegnate a sostenere e condividere le iniziative portate avanti. Il complesso di attività messe in campo, gli interventi nei casi urgenti e critici e l’opera di comunicazione e capillare presenza, hanno permesso il consolidamento della figura del Garante e una maggiore conoscenza dello stesso da parte dell’utenza quale attore punto di riferimento istituzionale”.

Belle parole che certificano l’impatto importante che il Garante ha avuto sul territorio regionale. Da quando la Regione ha istituito il Garante (con legge del 9 dicembre 2015, n. 17) sembra in effetti essere cambiato tutto.

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“Ho lavorato facendo rete con le altre istituzioni – ha sottolineato Leontina Lanciano – Subito intenso il confronto con le scuole, l’ufficio scolastico regionale, l’Università, le autorità giudiziarie, i Comuni, i servizi socio-sanitari, le associazioni, con i quali sono stati sottoscritti protocolli d’intesa finalizzati al perseguimento di progetti, attività e obiettivi comuni attraverso una sinergica e costruttiva collaborazione. Allo scopo, abbiamo siglato importanti Protocolli con Enti e altri organismi. Tutto, per vigilare, tutelare, mediare, formare e comunicare: attività che rappresentano i compiti necessari da svolgere per il bene dei singoli e della collettività.

“Sul fronte minori, sono stati due anni impegnativi. Prevenzione, tutela e supporto si sono resi necessari per alcune iniziative a sostegno di bambini e adolescenti, non del tutto sostenuti in taluni casi sul piano sociale e assistenziale. E’ stato un lavoro costante, soprattutto nei confronti di minori stranieri non accompagnati, seguendo i dettami delle leggi 47/2017, che assegna ai Garanti la formazione e il monitoraggio dei tutori volontari per minori stranieri non accompagnati (“ne abbiamo già formati 80”) e della legge 29 maggio 2017, n. 71 che individua nuove competenze attribuite in materia di cyber-bullismo.

“Per sensibilizzare il territorio, abbiamo organizzato alcune iniziative particolari. Di grande rilevanza la Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che è stata organizzata con le Istituzioni Regionali ed esperti del settore. Presenti i minori ospiti delle strutture di accoglienza, e tutori volontari per minori stranieri non accompagnati.

“Tra le varie attività di prevenzione a supporto dei minori, cito la seconda edizione del Concorso ‘Creatività Contro la Violenza’, vero e proprio brand, voluto fortemente dal Garante”.

L’obiettivo del garante è raggiungere tutte le scuole del territorio molisano di primo grado, privilegiando le scuole più isolate a livello territoriale, per garantire a tutti i ragazzi l’opportunità di gestire in maniera costruttiva il patrimonio di creatività di cui dispongono. E’ quasi pronto, tra l’altro un vademecum per difendersi dal bullismo e cyberbullismo: “E’ indirizzato a ragazzi, famiglie e docenti e sarà distribuiremo in tutte le scuole” commenta la Garante.

Per la Difesa Civica, invece, ha spiegato: “Ci poniamo come riferimento per ascoltare i cittadini e per attivarci, presso i vari enti, istruendo, in tempi brevi, tutte le istanze pervenute, con l’avvio delle procedure per arrivare alla soluzione. E’ in questa fase che il Garante trova spesso nella pubblica amministrazione un ostacolo complicato da superare. In taluni casi, la PA si è mostrata poco collaborativa e poco tempestiva nel fornire risposte alle varie e reiterate richieste inoltratele. Il Garante ha svolto con costanza e prontezza il ruolo di costante e, alla fine, l’impegno, l’opera di assistenza e i risultati gli sono stati riconosciuti dagli utenti”.

E poi ci sono i detenuti. “In questo ambito ho agito a tutela delle persone detenute negli istituti penitenziari di Isernia, Campobasso e Larino attraverso continue visite nelle strutture carcerarie, per l’ascolto delle problematiche rappresentate dai singoli e per la individuazione delle eventuali criticità. Sono state frequenti anche le criticità da affrontare con urgenza, attraverso il dialogo con i detenuti e anche tramite interventi di mediazione che hanno spesso portato le situazioni a una rapida e proficua soluzione”.

“Intervenire su richiesta del detenuto in situazioni particolarmente delicate che possono generare ostilità in carcere, non è un compito facile, ma, anche grazie alla collaborazione con le autorità responsabili, le richieste avanzate dai detenuti sono state quasi sempre state accolte”.

“Un’emergenza particolarmente evidente della popolazione carceraria è quella sanitaria – si legge nella relazione – Su questo fronte è, essenziale la collaborazione con i vertici ASREM per la risoluzione delle stesse. L’obiettivo è garantire il diritto alla salute, al miglioramento della qualità della vita, all’istruzione, alla formazione professionale, al reinserimento sociale e lavorativo dei ristretti”.

Infine un po’ di dati.

Compito del Garante, come sancito dalla legge, è quello di promuovere, garantire, tutelare e vigilare sulla piena applicazione dei diritti e degli interessi individuali e collettivi dei cittadini: “Senza un intervento concreto di garanzia – continua Leontina Lanciano – I diritti restano proclami astratti e retorici”.

Oltre a una serie di interventi, eventi e attività di sensibilizzazione dei temi di competenza del Garante sul territorio, nell’ultimo anno sono pervenuti all’ufficio del Garante oltre 70 richieste di intervento per i minori, otre 35 casi di difesa civica, decine di incontri con i detenuti presso le strutture carcerarie di Campobasso, Isernia e Larino, dove il Garante si reca più volte al mese.

“Per quanto riguarda i minori – dice la Garante – La prevalenza delle richieste d’intervento riguarda le problematiche di carattere scolastico, di disabilità e relative al Tribunale per i Minorenni.

“In fatto di difesa civica, invece, prevalenti sono le richieste di accesso agli atti nei contenziosi con le pubbliche amministrazioni. Mentre, per i detenuti si tratta per la maggior parte di richieste relative a permessi premio e dei diritti a mettersi in contatto con i familiari presenti all’esterno”.

Tanto lavoro insomma e la sensazione che non si possa minimamente abbassare la guardia. La strada imboccata è quella giusta ma c’è ancora tantissimo da operare sul territorio.

“Dopo quasi due anni di attività – ha concluso Toma – Si può affermare che la funzione del Garante ha penetrato il tessuto sociale e che l’accorpamento delle competenze in un’unica figura di garanzia ha rafforzato l’efficacia della qualità del servizio offerto ai cittadini, consentendo il consolidamento di un intervento coordinato ed unitario, soprattutto a tutela di categorie vulnerabili come minori e detenuti. E, aspetto assai rilevante, l’accorpamento ci ha permesso di avere dei risparmi nel quadro di una corretta razionalizzazione delle risorse”.