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Colpo di scena al Tar: annullata la nomina di Isabella Ginefra a Procuratore di Larino foto

Il Tribunale Amministrativo del Lazio accoglie il ricorso di un candidato al vertice della Procura frentana escluso dal Csm che aveva invece privilegiato la magistrata pugliese, 58 anni. I giudici hanno annullato il bando di concorso e ora la palla passa al Consiglio di Stato.

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La sentenza del Tribunale Amministrativo del Lazio è del 1° agosto scorso, pochi giorni fa. I giudici hanno annullato la nomina della dottoressa Isabella Ginefra a Procuratore della Repubblica di Larino.

Censurata la delibera del Consiglio Superiore della Magistratura del 12 settembre 2018, poche settimane prima dell’insediamento di Ginefra, 58 anni, nel tribunale frentano.

Un colpo di scena che ora rimette in discussione il vertice della procura molisana. Il Tar del Lazio ha infatti accolto i ricorsi presentati da un magistrato che ambiva a ricoprire quel ruolo e che, secondo quanto valutato dal collegio, ne aveva più diritto dell’attuale Procuratore di Larino, scelta con delibera dal Consiglio Superiore della Magistratura nella seduta plenaria del 12 settembre 2018.

Sono tre complessivamente i ricorrenti che hanno impugnato la nomina della dottoressa Isabella Ginefra sia per motivi riconducibili a un omesso esame sia per sopravvalutazione di altri titoli da parte della maggioranza del Csm, che si è costituito in giudizio con il Ministero della Giustizia. Il Tar ha accolto la censura sollevata e portata all’attenzione dei giudici da un ricorrente, dichiarando invece improcedibili altri due ricorsi.

Ha annullando il bando del Csm e di conseguenza la nomina della dottoressa Ginefra che secondo i magistrati si sarebbe dovuta escludere dalla procedura concorsuale.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Prima Sezione, in sintesi accoglie il ricorso e per l’effetto “Annulla il bando indetto dal Consiglio Superiore della Magistratura per il conferimento di incarichi direttivi”. Dietro ragioni legate a un corso di formazione per la dirigenza giudiziaria, a false applicazioni e violazioni dietro la delibera del Csm, a “Erroneità dei presupposti, difetto di istruttoria ed illogicità manifesta”.

Ora la palla passa al Consiglio di Stato, che certamente verrà interpellato dai legali di Ginefra, che nell’attesa che la sentenza diventi definitiva resta al suo posto, al vertice della Procura di Larino.

 

Chi è Isabella Ginefra

La cerimonia di insediamento a Larino di Isabella Ginefra

 

 

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