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Clan di Foggia, chiesto processo per 29. Fra i presunti mafiosi gli autori delle scorribande in Molise

La richiesta della Dda di Bari nell'ambito delle indagini dell'operazione 'Decima Azione'. Le accuse vanno dall'omicidio al traffico di droga fino alle estorsioni

Ci sono anche nomi legati al Molise, dal punto di vista delle azioni criminali, fra i 29 indagati per i quali la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari ha chiesto il processo nell’ambito dell’operazione denominata ‘Decima azione’ che il 30 novembre 2018 portò allo smantellamento delle maggiori batterie criminali della cosiddetta Società foggiana.

Spicca il nome di Ernesto Gatta, 45 anni, che in quel giorno di novembre era stato catturato dai carabinieri proprio a Campomarino, in Molise. Gatta è un personaggio già noto alle forze dell’ordine del nostro territorio, dove a quanto pare, curava gli interessi del clan Moretti-Pellegrino-Lanza, uno dei più potenti a Foggia.

Dello stesso clan anche un altro degli arrestati del 30 novembre scorso che aveva compiuto scorribande in Molise, sempre per conto del sodalizio mafioso. Si tratta Savino Lanza, 35 anni, appartenente alla nota famiglia Lanza, egemone nella città simbolo della Capitanata. C’era anche lui nel giugno 2018 fra gli accusati di aver messo in atto alcuni assalti ai bancomat del Basso Molise e finiti in manette per merito dei carabinieri di Larino.

Inoltre c’è Giuseppe Spiritoso, 62 anni, che nel giugno scorso aveva ricevuto una nuova ordinanza di custodia cautelare mentre era già dietro le sbarre nel carcere di Larino in una operazione antimafia che ha riguardato i clan di San Severo e a cui è stato dato il nome di ‘Ares’.

Lo stesso Spiritoso è accusato di far parte di una banda che rapinava gioiellerie armata di fucili e che probabilmente ha colpito non solo nel foggiano, ma anche in altri negozi del Molise e dell’Abruzzo.

In tutto, come detto, sono 29 gli indagati per i quali i magistrati della Dda del capoluogo pugliese hanno chiesto il rinvio a giudizio. A decidere sarà il Gup nell’udienza preliminare prevista a settembre nell’aula bunker di Bitonto.

Gli indagati devono rispondere a vario titolo di associazione di stampo mafioso, tentato omicidio, estorsioni, possesso di armi e traffico di stupefacenti. L’operazione venne denominata ‘Decima azione’ perché in questo modo gli inquirenti sono riusciti a decimare i vertici delle principali consorterie criminali di Foggia.