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Casa e autolavaggio trasformati in ‘centrale’ dello spaccio: padre e figlio in manette

L'attività commerciale gestita nella zona industriale e la loro abitazione di via XXIV Maggio erano diventati un punto di riferimento per i tossicodipendenti di Campobasso. Oggi l'arresto di Sergio Farinari di 52 anni e del figlio Danilo di 24, da parte della Squadra Mobile che da tempo li teneva d'occhio.

La Polizia li teneva d’occhio da tempo. C’erano state numerose segnalazioni su quella casa di via XXIV Maggio, dove padre e figlio avevano messo in piedi una fiorente ‘attività’ legata allo spaccio di droga e diventata un punto di riferimento per i tossicodipendenti della città di Campobasso. Oltre all’abitazione, avevano trasformato in una ‘centrale’ dello spaccio anche l’autolavaggio che gestivano nella zona industriale del capoluogo. 

Questa mattina – 31 agosto – dopo aver raccolto tutti gli elementi necessari e aver perquisito il loro appartamento e l’attività commerciale, gli investigatori hanno chiuso il cerchio su quello che è stato definito un “mercato familiare”. Quindi la Squadra Mobile si è presentata sul luogo di lavoro per arrestare Sergio Farinari e il figlio 24enne Danilo.

Secondo le ricostruzioni della Polizia, i due avevano organizzato la loro attività di spaccio nell’autolavaggio (il cui titolare però è risultato estraneo ai fatti) e in questo modo arrotondavano i guadagni derivanti dall’attività lavorativa. Una fetta dei loro ‘affari’ era svolta in casa dove gli agenti hanno trovato la contabilità degli acquisti e di vendita dello stupefacente. 

I due pusher sono stati trovati in possesso di 160 grammi di hashish e marijuana, oltre a 90 grammi di droga sulla cui natura sono ancora in corso gli accertamenti del caso. E ancora: avevano tutto l’occorrente per il taglio e il confezionamento della sostanza stupefacente.

Inoltre, nel corso delle perquisizioni personale e domiciliare effettuate nei confronti dei due, sono state rinvenute diverse dosi già pronte per lo spaccio. Un altro quantitativo di droga (in parte ancora da tagliare, in parte già confezionata) era stato nascosto nel frigorifero tra gli alimenti assieme a una grossa somma di denaro che – secondo le ricostruzioni della Polizia – erano il guadagno dello spaccio. Gli agenti hanno trovato anche materiale per il confezionamento ed alcuni bilancini di precisione.

Avevano creato un giro di affari notevole, come emerso dalle indagini e dagli appostamenti svolti dalla squadra mobile. Tutto confermato anche dalle entrate ed uscite annotate, oltre che dagli incarti trovati, che indicavano pezzature grosse di stupefacente in parte suddiviso in dosi pronte per lo smercio ad una clientela sostanzialmente adulta.

Il “mercato familiare” dunque è stato stroncato dopo l’intervento della squadra mobile che ha arrestato e condotto padre e figlio in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.