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Caos parcheggi: soste selvagge, spazi ridotti, divieti violati. Sul lungomare i pericoli sono le auto foto

Il porto riapre ai mezzi e Termoli torna alla normalità. Ma alla guida gli automobilisti dimenticano le regole: i parcheggi selvaggi sul lungomare intralciano auto e pedoni e rischiano di non far arrivare i soccorsi.

Auto parcheggiate in curva, scooter in sosta sulle strisce pedonali, vetture posteggiate in divieto: è questo lo scenario che si presenta ogni giorno agli occhi di chi transita lungo il lungomare Cristoforo Colombo di Termoli, ora più che mai invaso dai villeggianti oltre che dai termolesi che scendono al mare.

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Si apre così il periodo più caldo di agosto dopo le festività del santo patrono: lo street food e il concerto di Irene Grandi al porto avevano chiuso l’area portuale eliminando quindi un gran numero di parcheggi e creando anche un grande traffico nel centro cittadino e a Rio Vivo. Dove gli automobilisti, la sera del 4 agosto dopo lo spettacolo pirotecnico, sono arrivati a fare a turno per attraversare il tratto di strada a causa delle auto lasciate in sosta su entrambi i lati della carreggiata, lo spazio per percorrere la strada si è quindi inevitabilmente ristretto e le auto si sono ritrovate a viaggiare una di fronte all’altra.

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Il centro cittadino si libera dai divieti imposti per gli eventi e tutto – si ipotizza – torna alla normalità. Ma una passeggiata sul lungomare rivela molteplici “difetti”. Auto piazzate in mezzo alla strada, in sosta sulle strisce pedonali, agli angoli, in curva e in balia di scontri per chi fa manovra, senza tralasciare quelle lasciate sugli stalli gialli destinati ai disabili. E le moto non sono da meno: lasciate dove capita, ben oltre gli spazi consentiti, anche questi sulle strisce e divieti ignorati sono la problematica che risalta all’occhio,  problematica che potrebbe causare difficoltà anche gravi.

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Quello dei parcheggi selvaggi sta diventando un problema molto serio: in questo modo gli automobilisti, che spesso e volentieri mettono a rischio l’incolumità degli altri, si dimostrano privi di senso civico e rispetto. Non si accorgono che minacciano la sicurezza degli altri: una mamma che porta in giro i bambini sarebbe costretta a fare lo slalom tra i tanti motorini abbandonati sul ciglio della strada e una persona con problemi di deambulazione sarebbe persino impossibilitata a raggiungere il marciapiede, oltre che a scendere sulla strada visto che lo scivolo sul marciapiede è bloccato da auto e moto.

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Ma quelli di pedoni e disabili non sono gli unici problemi, perché con questi parcheggi selvaggi si mette a rischio anche la sicurezza. Si ostacola il passaggio di pedoni, la viabilità delle altre vetture e, specificatamente, il transito i mezzi di soccorso, di gran lunga più grandi delle automobili: risulterebbe difficile, per un’autopompa dei vigili del fuoco o un’ambulanza percorrere la strada e arrivare in pochi minuti dove richiesti.

E in mancanza di vigili e controlli, c’è anche chi fa da se: qualcuno prende carta e penna, scrive un messaggio e lo lascia direttamente sul cruscotto della macchina. Come quello su un’auto parcheggiata al porto, a pochi passi dall’inizio della passeggiata. “Non puoi parcheggiare – si legge nella nota scritta a mano – Ti abbiamo cercato. Se è qui domani, chiamo la Capitaneria di Porto”.

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