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Arrestato il bullo che imitava i boss. Le minacce a chi denunciava: “Se non ritratti finisce male”

Si trovava ad Agrigento , sua terra d'origine e la polizia del posto su delega della squadra mobile ha eseguito l'ordinanza disposta dal gip di Campobasso che rispedisce in cella Nicolas Bellavia, 20 anni, autore insieme ad altri di numerosi furti consumati in città

La polizia di Agrigento, su delega della squadra bobile di Campobasso, ha eseguito un’ ordinanza di aggravamento della misura cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Campobasso su richiesta del procuratore della Repubblica Nicola D’Angelo, a carico di Nicolas Bellavia, venti anni già arrestato dagli uomini di Iasi il 25 maggio scorso e poi il 19 giugno perché presunto autore, assieme ad un complice suo coetaneo, di alcuni furti in garage, cantine e esercizi commerciali del capoluogo di regione.

Bellavia si era sottratto all’esecuzione della prima ordinanza di misura cautelare, rifugiandosi a Favara, (Agrigento). Era stato accusato di furto aggravato in concorso, per essersi introdotto il 26 marzo 2019 all’interno di un garage di via Jezza, forzando la saracinesca, impossessandosi di diversi attrezzi da lavoro e apparecchiature elettroniche.

Poi il furto aggravato (sempre in concorso con altro) del 10 aprile 2019 in un negozio di telefonia lungo Corso Bucci. Dopo aver distratto l’addetta alle vendite, si era infatti impossessato di un costoso telefono cellulare. Per questi fatti il gip lo aveva collocato agli arresti domiciliari.

Nell’ordinanza  eseguita il 19 giugno 2019, il ventenne residente in via Quircio era accusato di furto aggravato commesso il 22 aprile 2019 all’Istituto comprensivo “Jovine” di via San Giovanni, quando, introducendosi all’interno dell’edificio aveva poi rubato un computer portatile e uno scanner, poi abbandonati durante l’inseguimento della Volante.

Deve rispondere anche di furto aggravato delle chiavi di una macchina, sottratte ad una vicina di casa dopo essere entrato in casa sua, poi usate per portarle via l’auto e dirigersi a San Severo per comprare droga, abbandonando la macchina nel centro del foggiano.

Il ventenne è accusato anche di estorsione aggravata in concorso con altri, perché minacciando la proprietaria dell’auto di farle male, l’aveva costretta a pagare una somma di denaro per avere indietro la macchina. Anche per questi fatti Bellavia era stato collocato dal Gip agli arresti domiciliari a Campobasso, poi autorizzato su richiesta di parte a trasferirsi a Favara.

A seguito dell’esecuzione della misura cautelare del 19 giugno scorso pur avendo il Gip inibito all’arrestato di comunicare con terzi con qualunque mezzo, il giovane insieme alla madre (con precedenti per droga anche lei) aveva ripreso a minacciare la donna vittima del furto dell’auto perché ritirasse la denuncia che aveva sporto in questura.

Il Gip ha quindi ritenuto che i domiciliari non fossero sufficienti rispetto alla pessima condotta del 20enne. Sintomatica, invece, di una volontà da parte di Bellavia “di non osservare le prescrizioni impostegli con il provvedimento applicativo della misura e non consente di formulare una prognosi favorevole in ordine al futuro rispetto delle prescrizioni di un regime cautelare meno afflittivo, quale appunto anche il regime di detenzione domiciliare”. In sostanza domiciliari insufficienti per la sua indole, meglio il carcere. Quindi da ieri è rinchiuso nella casa di reclusione di Agrigento.