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Altra vittima sulla Trignina, la strada killer: “Solo il raddoppio delle corsie eviterà le tragedie”

La morte della 61enne Livia Gaspari riaccende il dibattito sulla pericolosità della statale 650. Duro il comitato Pro Trignina: "La politica non fa nulla per evitare che succeda ancora"

La Procura della Repubblica di Campobasso ha aperto un fascicolo sulla morte della 61enne Livia Gaspari, che ha perso la vita in un tragico incidente stradale sulla Trignina nel tardo pomeriggio di domenica 25 agosto sulla Trignina, una strada killer che ancora una volta finisce nelle pagine di cronaca nera.

Un atto dovuto per chiarire le cause ed eventuali responsabilità del decesso della donna residente a San Salvo da tempo ma originaria del centro abruzzese di Celenza sul Trigno. A quanto sembra, la donna era in viaggio su un’Apecar in compagnia del marito, quando il mezzo si sarebbe scontrato con un camper all’altezza dello svincolo di Madonna del Canneto, fra Roccavivara e Montefalcone nel Sannio.

Inutili i soccorsi per la 61enne, morta pochi minuti dopo lo scontro, avvenuto forse anche a causa della pioggia e della visibilità ridotta in un giorno particolarmente trafficato. La salma della donna è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale di Vasto in attesa delle decisioni della magistratura di Campobasso, competente per questioni territoriali. Il caso è stato affidato ai carabinieri della compagnia di Termoli.

Intanto finisce sotto accusa ancora una volta la Trignina, la Strada Statale 650, di vitale importanza nell’asse viario del corridoio Adriatico/Tirreno. Dure le accuse del comitato Pro Trignina.

“La signora deceduta originaria di Celenza sul Trigno tornava a San Salvo e sulla direzionale verso il mare sul rettilineo prima del distributore di Canneto il camper ha letteralmente falciato l’Ape car nel quale viaggiava la signora Livia Gaspari. Pare che la causa sia della pioggerellina, mi sembra strano ed impossibile, comunque resta il fatto che abbiamo un’altra vittima stradale sulla Trignina” commenta il presidente Antonio Turdò (foto sotto).

antonio turdò pro trignina

Il comitato torna a chiedere interventi urgenti di messa in sicurezza dell’importante arteria stradale. “Sono anni che scriviamo, invitiamo la politica, protestiamo con le Istituzioni asserendo ed affermando che questa strada la si mette in sicurezza solo con una variante che porti al raddoppio delle corsie per ogni senso di marcia, ma ad essere onesti oltre a delle parole di circostanza nulla si muove e nulla si fa”.

Da parte del presidente Turdò, per niente tenero con la classe politica “alla famiglia della signora Gaspari Livia ed alla comunità di Celenza sul Trigno vanno le nostre più sentite e vere condoglianze, agli automobilisti abruzzesi, molisani e di tutto il Sud che percorrono la strada suddetta diciamo di usare la massima prudenza”.

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