Alla Fiat le ‘ferie’ si allungano, cassa integrazione a settembre. E sulle nuove linee per l’elettrico solo silenzi

Ufficializzato un nuovo periodo di Cig per cambi e motori allo stabilimento Fca di Termoli. La Uilm: “Settore in difficoltà per colpa di economia, ecotassa e demonizzazione del diesel”

Saranno ‘ferie’ più lunghe, si fa per dire, per centinaia di lavoratori del gruppo Fiat Fca dello stabilimento di Termoli. Anche a settembre, dopo che lo stesso era già accaduto nei mesi scorsi e a ridosso dell’estate, l’azienda farà ricorso alla cassa integrazione per far fronte al calo di ordini dei modelli del gruppo. In attesa di sapere se e quando saranno attive le nuove linee per i modelli ibridi ed elettrici, ecco quindi che gli operai staranno a casa a stipendio ridotto.

Si è tenuto nella mattinata di oggi 1 agosto, secondo quanto comunicato dalla segreteria territoriale Uilm-Uil, il Comitato esecutivo dello stabilimento Fca di Termoli.

Anche in questo caso le notizie ricevute non sono positive, tutt’altro. L’azienda ha comunicato infatti “lo stop di ulteriori turni relativi al mese di settembre, la cui copertura retributiva verrà effettuata con cassa integrazione guadagni. Le fermate saranno effettuate con le seguenti modalità”.

Nel dettaglio, andranno in cassa integrazione dal 16 al 21 settembre gli operai del settore motore 16 valvole. Più lungo lo stop per chi lavora al motore 6 valvole e ai cambi C520 e C546. Per loro Cig dal 16 al 28 settembre.

È un anno di transizione, è stato più volte ribadito dai sindacati. Ma mentre il 2019 si avvia verso i mesi conclusivi, non è ancora chiaro che ne sarà dello stabilimento di Rivolta del Re nel 2020 e oltre. Le auspicate modernizzazioni delle linee per la produzione di motori e cambi da montare su veicoli ibridi o elettrici non si vedono. Il quadro resta fosco, in attesa che l’ad Mike Manely dia indicazioni nette sullo stabilimento molisano.

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“La causa di tale sospensione è la necessità di fronteggiare gli effetti della temporanea contrazione del mercato automobilistico” commenta la Uilm che ancora una volta punta l’indice su fattori esterni. “Questi dati sono determinati anche e soprattutto da alcuni fattori di debolezza del mercato Automotive a partire da: demonizzazione e limiti di circolazione delle vetture diesel, ecotassa che penalizza la fascia premium, andamento negativo dell’economia, che induce ad un generale calo di fiducia dei consumatori e quindi ad una minor propensione all’acquisto”.

Per il sindacato “il settore Automotive sta vivendo uno dei periodi di trasformazione più impegnativi della sua storia e questa situazione pone sempre più in maniera rilevante l’esigenza di una seria discussione sul futuro del settore Automotive in Italia”.

Anche dalla Uilm un richiamo alla necessità di lavori sulle linee per renderle all’avanguardia e soprattutto maggiore chiarezza sulle prospettive di lavoro. “Per quanto riguarda lo stabilimento di Termoli aspettiamo con ansia che si concretizzino al più presto i lavori per l’avvio dei nuovi prodotti, per permettere ai tanti lavoratori e alle proprie famiglie di vivere con maggiore serenità il proprio futuro. Per questo motivo sollecitiamo fin da ora un incontro con l’azienda anche con il supporto delle segreterie nazionali per poter capire i futuri sviluppi all’interno dei processi produttivi e le ricadute occupazionali”.