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Un molisano tra i coristi di Ultimo, Antonello Carozza all’Olimpico con il giovane cantante dei record foto

Antonello Carozza, cantante 34enne di Campobasso, è stato protagonista sul palco dell'Olimpico come corista di Ultimo, il giovane cantautore romano. "Indescrivibile l'emozione davanti a 64mila spettatori. Sul palco allo scoccare della mezzanotte ho anche festeggiato il mio compleanno".

Tra i tanti presenti allo stadio Olimpico giovedì 4 luglio per il super concerto evento di Ultimo c’erano anche diversi molisani. E non solo tra i 64mila che hanno riempito in ogni dove il grande tempio della musica e del calcio romano, ma anche sul palco. Perché ad affiancare il giovane cantante romano Niccolò Moriconi c’era anche Antonello Carozza, 34enne di Campobasso che proprio su quel palco ha anche festeggiato il suo compleanno allo scoccare della mezzanotte. “Pazzesco“, rivela lui qualche ora dopo il concerto e quando ormai anche il giorno del compleanno è passato tra auguri, messaggi di congratulazioni anche per il traguardo raggiunto, e brindisi, “indescrivibile l’emozione che ho provato stando sul quel palco insieme agli altri coristi e a tutta la band. Poi abbiamo anche stappato lo spumante e brindato, bellissimo, un compleanno che non dimenticherò mai anche perché è iniziato sul palco“.

Con la sua voce ha accompagnato, riscaldato e animato il concerto “La Favola” che il giovane cantante romano – 23 anni appena e 3 album multi platino all’attivo – ha voluto celebrare a casa sua, tra la sua gente, nella sua città, dove tutto è cominciato, anche se tra piccoli locali e palchi meno affollati. Per la prima volta il cantante vincitore delle Nuove Proposte di Sanremo 2018 con “Il ballo delle incertezze” ha calcato il palco di uno stadio, preludio del tour che nel 2020 lo porterà ad esibirsi proprio in dieci stadi italiani e per l’occasione ha voluto con se anche Antonello Carozza, molisano e da anni attivo nel mondo musicale, solo qualche mese fa infatti è stato protagonista di “The Voice” in Russia. “Un mese fa mi è arrivata una chiamata dal chitarrista Luca Colombo che mi proposto di accompagnare Ultimo nel concerto in programma all’Olimpico, ho detto di sì e da allora abbiamo cominciato a lavorare. Sono stato sul palco con lui e con tutta la band, oltre che con tutti coloro che lavorano su un palco durante un concerto. E’ un grande lavoro di gruppo e di squadra e sono stato benissimo. Abbiamo fatto la prova generale il 29 giugno allo stadio di Lignano Sabbiadoro davanti a 25mila persone ed è stato pazzesco“.

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E quella favola per Ultimo si è trasformata in realtà: davanti a 64mila persone e per la prima volta all’Olimpico, Niccolò Moriconi è stato il più giovane artista italiano a passare dai palasport e palazzetti – sempre strapieni in tutta Italia nel corso del tour in primavera – agli stadi italiani. “Quando il concerto è iniziato ho iniziato a proiettare il mio sguardo da destra a sinistra e viceversa per assaporare e gustarmi l’immensità del pubblico che era lì di fronte a me – rivela Antonello – erano tantissimi e tutte famiglie con bambini. Questa credo sia una delle sue più belle vittorie, aver saputo coinvolgere con la sua musica e i suoi brani che raccontano delle verità anche le famiglie, le sue canzoni sono cantate da grandi e da piccini ed è un’emozione unica sentir cantare i brani che tu hai composto. Nel corso delle settimane ho avuto modo di conoscere Niccolò e comprendere a pieno i suoi testi, lui è un ragazzo con cui si lavora benissimo, mai un disguido e sempre un clima familiare“.

Da San Basilio, ai locali, fino alla seconda partecipazione a Sanremo 2019 con “I tuoi particolari”. Ora i suoi tre album, “Pianeti”, “Peter Pan” e “Colpa delle Favole”, sono certificati tra i dieci più venduti e sul palco dell’Olimpico ha realizzato un sogno che qualcuno ha visto come un passaggio di testimone da cantante a cantante, da romanista a romanista, da romano a romano. Antonello Venditti, il padre dell’inno della Roma e di brani come “Notte prima degli esami” che ogni generazione si porta dietro, ha cantato con lui proprio il suo brano storico e “Roma Capoccia”.

A Venditti – rivela Antonello Carozza – mi sono presentato, non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione, mi sono avvicinato e gli ho detto, sono Antonello e sono molisano, di Campobasso, è stato al gioco con me, mi ha fatto domande. Quando hanno cantato insieme per me è stato un passaggio di testimone, emozionante, impossibile raccontare e descrivere ciò che si prova e Venditti in qualche senso lo ha battezzato e gli ha detto: “mi ricordi me all’inizio, ti auguro mille di questi concerti””.

Per Antonello è stato il primo concerto in Italia e negli stadi da corista e non è detto che non possa continuare, magari con altre collaborazioni. Per adesso, dopo una brevissima toccata e fuga a casa, si riparte tra mille impegni e diversi concerti anche in giro per l’Europa. “Questa collaborazione è stata bellissima, molto piacevole e molto stimolante perché ho lavorato con professionisti ed è stato gratificante per me. Se sono arrivato su quel palco è perché qualcosa di buono ho seminato, è stata una gran bella soddisfazione e poi la filosofia di Ultimo mi piace, lo ha sempre detto: voglio essere dalla parte degli ultimi per sentirmi primo. E ce l’ha fatta“.