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Trasporti, scattano gli aumenti del 40 per cento. La rabbia dei pendolari: “Paghiamo di più per viaggi disastrosi” foto

Da mercoledì 17 luglio scattano gli aumenti del 40 per cento per il viaggio dopo la legge regionale del Governo Toma. La rabbia dei viaggiatori: "Il servizio è un disastro e le strade sono pericolose, così ci distruggono"

Con un annuncio attaccato all’interno dell’autobus in partenza da Termoli e diretto a Campobasso, i viaggiatori che questa mattina erano pronti a fare i biglietti per muoversi con la Sati hanno scoperto una novità non di poco conto: a partire da mercoledì 17 luglio scattano gli aumenti sulle tratte coperte dal trasporto su gomma. E così, pensando di sborsare una cifra, hanno dovuto invece tirare fuori dal portafoglio più soldi. E la giornata fuori casa non è cominciata certo nel migliore dei modi.

“Avviso all’utenza – si legge nella nota scritta al computer e stampata dall’azienda – si comunica a tutta la gentile utenza che, in ottemperanza a quanto disposto dall’art.14 della Legge Regionale n.4 del 2019, con decorrenza dal giorno 17 luglio 2019 le tariffe di tutti i titoli di viaggio subiranno un aumento nella misura prevista dalla citata legge regionale (circa il 37,4 per cento)“. Tradotto in monete significa che, ad esempio, per il viaggio di andata e ritorno Termoli-Campobasso il biglietto costerà non più 5.40 euro, ma 7,45. Un aumento quindi di 2,05 euro per percorrere la tratta. Di conseguenza anche l’abbonamento mensile per chi dalla costa raggiunge il capoluogo di regione e rientra nella città adriatica molisana aumenta: da 50 euro si arriva quasi a 70, nello specifico 68,70 euro.

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E in effetti l’avviso parla chiaro, perché a stabilire l’aumento dei biglietti per il viaggio era stata proprio due mesi fa la Giunta regionale guidata da Donato Toma: tra le novità della manovra voluta dal nuovo governatore della Regione a un anno dall’insediamento, c’era proprio anche il rincaro del 40 per cento per i biglietti del bus e dei treni.

La legge sul trasporto pubblico era stata approvata nonostante il grido di protesta di operai, studenti e insegnanti viaggiatori che nelle settimane successive alla manovra avevano manifestato apertamente (e pacificamente) contro l’aumento dei biglietti per un servizio definito da molti “insoddisfacente, disastroso e a volte anche pericoloso – avevano spiegato – visto che affrontare la Bifernina non è certo una passeggiata. E’ sempre troppo rischiosa per colpa dei tanti che la usano come una pista di Formula 1, senza pensare che invece mettono in pericolo la vita di tutti”.

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A rimetterci, ovviamente, saranno le famiglie molisane e i lavoratori che abitualmente devono acquistare abbonamenti. “Se facciamo un calcolo – spiega un padre di famiglia operaio – io uso l’abbonamento e i miei figli anche per andare a scuola, per noi si tratta di una spesa importante che non aiuta il bilancio familiare e che si aggira su quasi 300 euro, non poco insomma”.

Questa mattina quindi non si parla d’altro lungo il viaggio, e le lamentele sono tante. “Ci fanno pagare di più per un servizio che è un disastro – commentano – gli autobus spesso sono sporchi, rotti e anche pieni perciò siamo costretti a viaggiare in piedi – aggiungono alcuni pendolari che come ogni mattina sono al terminal della città adriatica per attendere l’autobus che li porterà al lavoro a Campobasso – Se prendiamo l’autobus è perché in auto potremmo mettere a rischio tutti, visto che dopo una giornata impegnativa potremmo rischiare un colpo di sonno, ma anche viaggiare sui bus è pericoloso perché sulla Bifernina non si rispettano le regole della strada“.

terminal Campobasso autobus

I sorpassi azzardati si possono contare – rivela una insegnante – quando viaggio chiudo gli occhi per riposare – rivela – ma soprattutto per non vedere quello che accade. Delle volte ho paura di ciò che gli automobilisti fanno alla guida”.

La situazione non è delle migliori nemmeno per chi viaggia con il treno. Anche chi sceglie il trasporto su rotaia per muoversi con i Regionali ha aperto il nuovo anno con notizie spiacevoli: i biglietti anche in questo caso sono aumentati, del 15 per cento, che di certo non è poco. E anche in questo caso non mancano i commenti negativi: “Paghiamo per un servizio orribile, se almeno ai rincari corrispondessero miglioramenti nei trasporti, saremmo quasi più felici di sborsare quei soldi, invece non cambia nulla. E poi dicono che i giovani lasciano il Paese, se si potessero migliorare tante cose noi qui ci resteremmo”.

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“Un aumento folle che si riverserà ovviamente sui ‘soliti noti’, lavoratori pendolari, studenti e pensionati. Aumenti che non trovano alcuna giustificazione, visto che ormai da anni permangono servizi inadeguati con autobus vecchi con migliaia di chilometri e strade impraticabili. A fronte di tutto questo, le istituzioni sono assenti, crediamo sia giunta l’ora che la politica torni con forza a ricoprire il ruolo di garante del servizio pubblico” ha commentato la segreteria territoriale della Uilm-Uil.