Teresa De Sio, grande ritorno che riparte da Termoli: “Racconto me stessa, la libertà e il puro desiderio”

La ‘brigantessa’ è a Termoli per preparare il Tour. Il suo ultimo album è un capolavoro. Domani sera, insieme con tutti i suoi brani più noti, lo presenterà nella data zero al Teatro Verde di Termoli. In questa intervista si racconta e guarda avanti: “Sono un’antinostalgica”. E canta con noi…

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E’ intimo e al tempo stesso travolgente il ritorno discografico di Teresa De Sio che domani sera, venerdì 19 luglio, sarà sul palco del Teatro Verde di Termoli per la data zero del tour ‘Puro Desiderio’.

Teresa de Sio

Questo il titolo del suo ultimo album, che arriva dopo quattro anni di pausa perché “quando non ho grandi cose da dire preferisco il silenzio”. C’è sostanza in questo lavoro, c’è poesia nella scrittura e un suono che ha il merito di rendere l’opera contemporanea, e accompagnare la freccia fino al bersaglio, colpito al centro. Viene fuori tutta la creatività dell’artista e anche la persona, la vera Teresa De Sio.

‘Puro Desiderio’ è bellissimo. Si ascolta da principio alla fine, non ci sono cali di tensione, proprio come l’album omonimo della De Sio, uno dei più importanti nella storia della musica italiana, quello che nel 1982 le valse anche una clamorosa popolarità. Una canzone tira l’altra, la brezza del mare al crepuscolo ti accarezza. Debolezze, impeti, suggestioni, storie e un sottofondo di grande speranza: la ‘brigantessa’ si mette a nudo e, senza proclami, parla d’amore, della vita, del mondo da far rotolare nel verso giusto, perché tutto è ancora possibile.

Non è mai retorica Teresa, non prende posizioni nette: le lascia immaginare in maniera ‘luminosa e semplice’ (parole che lei stessa cita) perché l’artista in fondo è un testimone privilegiato della vita che si specchia nell’amina.

Ci sono dei picchi straordinari, come ‘Sarebbe bellissimo’ brano di apertura, in cui la De Sio trasforma la nostalgia felice di “Voglia ‘e turnà’ in una dolce tristezza che non deprime ma alimenta la vita. C’è l’ispirazione marziale di ‘Certi angeli’ in cui sembra echeggiare la solennità pungente di De André, suo grande amico. C’è il canto accorato o forse è una resa dei conti chissà, della title track, che vede la cantautrice dichiararsi al mondo e invocare la luna: “Sono solo una bambina che ha perso il cielo, ma sono ancora puro desiderio”.

E ancora, si parla di mani da stringere, di nuvole, di pane e proprio di luna, simboli perfetti in un concept album che affronta il tema della speranza, un sottofondo di sensazioni che imprime forti impulsi a un’anima ferita. Infine la libertà, anzi la ‘Mia libertà’ altro pezzo che svetta per sincerità e liriche: “Ed il mio corpo non pesa e non ha paura e, steso in un bosco di ulivi, ti aspetterà”. Libertà di essere, che si fonde con quella artistica. Lei stessa ammette: “Mi è costata qualcosa in termini di carriera, ma sul piano umano e artistico è stata fondamentale. Non sarei quella che sono oggi se non avessi potuto fare le cose dove, quando e come volevo”. Tanto da ascoltare dentro e fuori la sua musica. Tanto ancora da dire.

Teresa de Sio

Abbiamo intervistato l’artista napoletana ieri sera a Termoli, a due passi dal mare.Nel video, Teresa parla di se stessa, dell’effetto taumaturgico della musica, della sua prima volta alle isole Tremiti e degli amici. Meraviglioso il suo ricordo di Pino Daniele: “E’ stato uno spartiacque e ha rigenerato la musica napoletana. Come un contadino, ha tracciato un solco nel quale altri artisti hanno piantato un seme facendo nascere la propria pianta particolare”.

E poi ci sono le esperienze professionali e le amicizie con il grande Brian Eno, con il già citato De André e con Giovanni Lindo Ferretti. Lasciamo che parli lei, però. Eccola nel video, dove alla fine si presta al gioco di cantare con noi (lo diciamo con orgoglio) una strofa significativa di un altro brano importante di ‘Puro Desiderio’. S’intitola ‘In un soffio di vento’, featuring Ghemon. Queste le parole: “Ma quanno tu me tiene forte astrignute ‘e mmane, attuorn’ pare ca s’appiccia n’ata vota ‘a luce”. Guai ad aggiungere altro, è una sintesi perfetta del suo ultimo lavoro e anche una buona chiosa per noi. Grazie Teresa, bentornata.

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