Striscioni per l’ambiente sul Lungomare Nord, azioni simboliche lungo tutta la riviera adriatica

Striscioni campeggiano oggi, tra lo stupore dei bagnanti, sulla spiaggia del lungomare Nord con l’obiettivo di dire un secco no alle attuali politiche energetiche ed ambientali. Lo avevano preannunciato Termoli Bene Comune-Rete della Sinistra, il comitato I Discoli del Sinarca e il gruppo Fridays for Future, e così è stato.

‘Per il mare fuori dal fossile’, ‘Stop velEni’, ma anche ‘Nè gasdotti nè trivelle. Il Molise è troppo bello’, è questo quello che si legge negli striscioni tenuti dai manifestanti sulla riva, nel tratto di spiaggia sotto le mura del Castello Svevo.

Ed eccole le azioni comunicative per lanciare un messaggio di forte dissenso che oggi, 20 luglio, accomuneranno tutta la riviera adriatica, da Sud a Nord della Penisola, per dire “No alle trivelle, ai gasdotti, alla devastazione dei nostri territori, all’esproprio dei beni comuni, ambiente, paesaggio, qualità della vita e per esigere la sempre più urgente bonifica dei siti inquinati”.

Una decisione presa in un’assemblea di Ancona dell’11 maggio scorso che si è poi materializzata in proposte pratiche ed organizzative, come appunto l’azione simbolica oggi di scena a Termoli.

“Fuori dal fossile, per un altro concetto di sviluppo, di energia alternativa, di un nuovo rapporto con la natura, fuori dal giogo delle multinazionali ‘estrattiviste’ e di rapina, del capitale finanziario e dei governi complici”, ‘gridano’ le associazioni e i comitati che si battono per un modello alternativo.

Eni è il nemico numero uno: “è il simbolo massimo di tutto ciò, anche se tenta di rifarsi il look con qualche pennellata green. E’ stato la causa principale del disastro ambientale in Nigeria, della devastazione delle foreste in Malesia ed Indonesia per le monocolture da cui estrarre l’olio di palma per la bio-masse. La nuova carta strategica di Eni e delle sue consorelle punta, oltre che sul petrolio, sull’estrazione di gas altrettanto pericoloso del carbone, e ciò  riguarda direttamente i nostri territori (vedi gasdotto Chieti Larino, che sta distruggendo il Bosco di Corundoli a Montecilfone, e stoccaggio gas Sul Sinarca)“.