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Strade e parcheggi invasi dai rifiuti. Dalle periferie al porto: abbondano maleducazione e inciviltà fotogallery

Sembra davvero non esserci rimedio all’inciviltà dei cittadini che conferiscono rifiuti senza differenziarli, abbandonandoli accanto ai bidoni. Tante, troppe, le strade sepolte dagli scarti e la città si riempie di topi, zecche e zanzare che proliferano nelle discariche abusive.

Fa ancora parlare di sé, purtroppo non in senso positivo, la situazione rifiuti nella cittadina adriatica. Risolte le emergenze dell’isola ecologica in via Saverio Cannarsa e Pozzo Dolce, ripulite appena qualche giorno fa, ecco che in città spuntano altre problematiche: come una macchia d’olio, le discariche abusive sembrano moltiplicarsi a vista d’occhio favorendo degrado ed odori nauseabondi.

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Dalla periferia fino al centro, non sembra esserci un quartiere che non soffra della criticità, con formazioni più o meno estese di cumuli di buste di immondizia indifferenziata ed ingombranti che vanno a coprire gli spazi accanto ai bidoni, invadendo marciapiedi e carreggiata. Un vero letamaio, con colonie di topi grossi come gatti che, assieme agli scarafaggi, razzolano tra i lauti banchetti lasciati dagli incivili, rompendo le buste e versando il contenuto in strada.

In via Tevere, a due passi dalla farmacia del quartiere a nord di Termoli, la plastica è la padrona indiscussa di un’ampia porzione del parcheggio che serve le attività commerciali. Una trentina di grosse buste nere, accanto ad altre ‘riciclate’ dei supermercati, sono state abbandonate da alcuni incivili a ridosso dei bidoni della differenziata. Da alcuni sacchetti rotti spuntano numerosi scarti in plastica, principalmente posate e piatti, assieme a tovagliolini usa e getta. La ciliegina sulla torta è rappresentata da un televisore abbandonato poco distante, che trova la compagnia di scarti edili, principalmente pezzi di legno e tubi metallici.

Nemmeno in via America, a due passi dal centro e da Piazza del papa, si tira un sospiro di sollievo. Seppure qui la condizione dei bidoni sia migliore, sono diverse le buste abbandonate all’interno del piccolo parcheggio riservato ai condomini. Scendendo su via Asia i sacchetti si moltiplicano, andando ad affollare, ed accerchiare, il grosso contenitore destinato al secco residuo. Anche qui, a prima vista, si tratterebbe di rifiuti conferiti in maniera errata, lasciati a marcire al sole.

A Rio Vivo l’isola ecologica straborda di rifiuti: la porta è rimasta aperta, probabilmente bloccata, mostrando una situazione vergognosa. Cumuli di rifiuti, spesso e volentieri non differenziati, gettati ovunque capiti da chiunque sia di passaggio in zona. Che sia plastica, vetro, metallo poco conta, l’importante è disfarsene. E così, approfittando dell’apertura dell’isola, habitué e turisti si disfano degli scarti creando degrado. A questo si aggiunge l’odore nauseabondo provocato dai cibi che si deteriorano a contatto con i raggi del sole. Il tutto a due passi dal mare.

La situazione più critica, tuttavia, è quella del porto termolese dove l’area dinanzi all’attracco dei pescherecci e destinata alla raccolta rifiuti, risulta stracolma. Qui trovano accoglienza le cassette in polistirolo, contenitori di oli esausti, cartoni, bottiglie di vetro, vecchie reti ormai rotte, e perfino un materasso con le lenzuola accoppiate, divenuto ormai quasi completamente nero.

Da nord a sud della città non c’è scampo: Termoli è invasa dai rifiuti, gettati dove, come e quando capita senza un minimo di civiltà. È la maleducazione, infatti, il vero cancro di questa società. Decine di persone che caricano gli ingombranti in auto e si recano a gettarli in strade poco battute e lontano da sguardi indiscreti quando, con lo stesso impegno, potrebbero recarsi presso il centro di raccolta di via Arti e Mestieri e conferirli lì, risparmiando tempo, carburante e levatacce all’alba o a notte fonda per trasgredire, credendosi dei veri ‘duri’ dopo aver infranto la legge.

Da non sottovalutare, poi, l’inquinamento che gli scarti creano nell’ambiente e che, inevitabilmente, finiscono anche sulle nostre tavole. I cittadini onesti, invece, devono fronteggiare cumuli di immondizia accatastati accanto ai bidoni, sopportare odori nauseabondi, contrastare animali selvaggi e mettere a repentaglio la propria salute.