Sindaci fanno ricorso contro il decreto che chiude il Punto Nascita: “Viola diritto alla salute e Piano Operativo” foto

Incontro tra i primi cittadini del BassoMolise e una delegazione parlamentare, tra cui anche Federico e Testamento del 5 Stelle, il partito del Ministro Grillo che di fatto ha chiuso il reparto natalità. Conferito incarico a legali per ricorso al Tar contro l'atto del Commissario. Ma ora la palla passa alla politica. La Tartaglione (Forza Italia): "Chiederemo la revoca del decreto di chiusura". E i sindaci organizzano una visita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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Contro il decreto del commissario alla Sanità che ha chiuso il Punto Nascita dell’ospedale San Timoteo, i sindaci del Basso Molise – a cominciare da quello di Termoli Francesco Roberti – presenteranno con urgenza un ricorso al Tribunale Amministrativo per chiedere in prima istanza la sospensiva dell’atto aziendale, quindi il suo annullamento in quanto “illegittimo”.

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Il decreto violerebbe il diritto costituzionale alla salute, configurerebbe una violazione rispetto al Piano Operativo sanitario vigente, sebbene in proroga, e sarebbe stato firmato senza contestualmente garantire profili di assistenza alle pazienti incinte o alle partorienti da parte delle strutture sanitarie limitrofe. Oltre a questo  “non tiene conto del momento cruciale, la tempistica è deleteria perchè arriva proprio in estate quando la popolazione aumenta in maniera esponenziale” spiega Massimo Romano, il legale che con lo studio Iacovino ha avuto mandato, formalizzato in serata. E che ha precisato (guarda la videointervista): “Non si può imputare alle donne o in generale alla popolazione del BassoMolise il ridotto numero di parti rispetto agli standard: dietro queste decisioni c’è una struttura commissariale che da 10 anni governa questo territorio prendendo decisioni che mortificano la popolazione”.

Oggi, durante l’incontro a parte chiuse nella sala consiliare del Municipio adriatico tra una delegazione di primi cittadini del territorio e una delegazione di parlamentari molisani, la decisione ha registrato un assenso unanime da parte dei sindaci, incassando anche la condivisione dei parlamentari. Hanno risposto all’appello l’onorevole Antonio Federico e Rosa Alba Testamento, del MoVimento 5 stelle, Giuseppina Occhionero di Liberi e Uguali e Anna Elsa Tartaglione di Forza Italia, che ha precisato di voler percorrere anche la strada parlamentare, sottoponendo al ministro Giulia Grillo la richiesta di revoca di un provvedimento che va a mortificare un intero territorio e crea una situazione di pericolo.

“Siamo stati sollecitati insieme ad altri colleghi – ha spiegato la deputata di Liberi e Uguali – a farci promotori di iniziative forti a sostegno della proteste che, dopo la piazza, devono ora trasformarsi in proposta e azione politica. Cercheremo di fare ogni cosa pur di restituire all’ospedale di Termoli un reparto così importante ma faremo di tutto per garantire il diritto di ogni mamma e di ogni neonato di ricevere le cure di cui hanno bisogno nel posto più vicino a casa”.

La scorsa settimana Giuseppina Occhionero è intervenuta a Montecitorio proprio per contestare la decisione di chiudere il Punto Nascita: “Ho appena depositato un’interrogazione al ministro Grillo – ha dichiarato la parlamentare – ma stiamo valutando la possibilità di chiedere un incontro, allargato anche ai tanti sindaci della zona, al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”.

Il ricorso sarà prestato “prestissimo”, con la speranza di ottenere una sospensione dell’efficacia del decreto commissariale prima del 7 luglio, giorno di chiusura definitiva del Punto Nascite, e si baserà fra le altre cose sulla mancata organizzazione della rete per le emergenze dedicata alle donne che devono partorire o sono in gravidanza. Di fatto la chiusura del Punto nascita con il blocco dei ricoveri a partire da oggi 1° luglio crea un potenziale rischio di vita per le pazienti che hanno bisogno di un intervento urgente e non riescono a raggiungere in un lasso di tempo accettabile un presidio ospedaliero dove ci sia un assistenza ginecologica per nascituri anche di natura chirurgica.

La strada per ricorso non è vista con lo stesso entusiasmo da tutti gli esponenti pentastellati, che hanno caldeggiato da sempre la scelta di un commissario straordinario estraneo alla politica locale ribadendo in questi giorni di polemiche roventi la mancanza di standard di sicurezza del Punto nascita termolese. Anche tra gli stessi grillini regna una estrema confusione, come mostrato oggi dal consigliere regionale Vittorio a Nola che durante la manifestazione, e prendendo il megafono, ha annunciato che avrebbe chiesto la sospensione del provvedimento del commissario, salvo poi cercare di salvarsi in calcio d’angolo rispetto alle legittime osservazioni di una giornalista che ha puntualizzato come una richiesta di sospensione configuri una mancata condivisione di un atto, in questo caso firmato dal Commissario che è diretta emanazione del ministro alla salute Grillo.

La palla, di fatto, passa alla politica. Oltre alla strada del diritto amministrativo si percorrerà quella parlamentare. I sindaci hanno deciso di recarsi tramite una delegazione rappresentativa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per illustrarle la delicatissima situazione che soffre il territorio del basso Molise con lo smantellamento ospedaliero e la loro impossibilità ad amministrare garantendo il diritto costituzionale alla salute delle rispettive popolazioni in questo frangente.

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