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Schianto alla zona industriale: conducente della Focus indagato per omicidio stradale

La Polizia che sta lavorando alla dinamica del grave incidente nel quale ha perso la vita il 20enne di Campobasso Gianmarco Di Vico, ha formalizzato l'accusa a carico dell'uomo (un operaio del pastificio La Molisana) che era alla guida della station wagon. Migliorano le condizioni dell'altro giovane ferito che ha riportato una frattura del ginocchio e della caviglia

Il cuore di Gianmarco Di Vico, 20 anni, si è fermato alle 21.30 su quella striscia di asfalto in via colle delle Api, nella sua Campobasso, in una calda sera di luglio.

Qualche ora dopo la tragedia che ha distrutto una famiglia e spaccato il cuore degli amici di Gianmarco, su quel dannato pezzo di strada restano i segni dei gessi usati dalla polizia per ricostruire tragitto, frenature e dinamica e il nastro bianco e rosso attaccato ad un palo della segnaletica.

Non c’è più nulla di quello scooter distrutto, ridotto a brandelli. E non c’è traccia dei pezzi di lamiere della Ford Focus che ha travolto il mezzo a due ruote.

Oggi c’è il corpo di Gianmarco che, poco dopo la mezzanotte, è stato ricomposto ed è stato portato all’obitorio dell’ospedale Cardarelli. Il magistrato sta decidendo in queste ore se disporre l’autopsia.

Poi, c’è Mario, l’amico che la sera di lunedì 8 luglio,viaggiava con Gianmarco sullo scooter, seduto sul sellino posteriore. E’ in ospedale ma per fortuna le sue condizioni non sono gravissime come si era ipotizzato all’inizio. Al Cardarelli lo hanno stabilizzato e trasferito in reparto dove sarà sottoposto ad un intervento chirurgico al ginocchio e alla caviglia.

E c’è una famiglia a pezzi, monca di un pezzo di cuore: Gianmarco era tutta l’adrenalina dei suoi vent’anni. Tutta la spensieratezza di un’esistenza che doveva ancora iniziare. Era la brama di correre verso i sogni e le belle speranze.

Gianmarco Di Vico

Negli uffici della polizia stradale, invece, si sta formalizzando il fascicolo che si apre a carico del conducente della Ford Focus: deve rispondere dell’accusa di omicidio stradale.

L’automobilista, operaio della Molisana, nell’immediatezza dell’accaduto è stato sottoposto a tutti i test di rito per controllare eventuale uso di sostanze alcoliche e non solo. Esito degli esami: negativo. Non aveva bevuto né guidava sotto l’effetto di droghe.

Intanto, va detto, quel tratto di strada che subito dopo la scuola allievi carabinieri si apre verso il centro commerciale “Monforte”, alle spalle del pastificio La Molisana, è un tragitto infernale. Di giorno e di notte.

Non ci sono rallentatori, non esiste segnaletica. La larghezza della carreggiata istiga a premere il piede sull’acceleratore. Tutti i giorni si assiste ad auto che sfrecciano che sorpassano anche in terza corsia, incuranti del pericolo e dei rischi che si celano dietro snodi e traverse. Come quando si arriva all’altezza dell’incrocio con via Ferro, dove Gianmarco ha perso la vita. Raramente si rallenta o ci si ferma. Si continua a filare dritti certi di essere “padroni di una strada” dove continuamente accadono incidenti, avvisaglie di quello che sarebbe potuto accadere e nonostante tutto mal gestita, lasciata alla più assoluta insicurezza,  nonostante sostenga una mole di traffico rilevante.

Nello schianto di ieri sera è stata coinvolta anche una Fiat Punto che da via Ferro si stava immettendo su via Colle delle Api ma la persona alla guida di quest’ultima auto non è indagata e risulta estranea alla dinamica.

CN