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Sanità, i commissari convocati dal Consiglio regionale. “Diversi ginecologi interessati a lavorare a Termoli”

Mercoledì 24 luglio Angelo Giustini e Ida Grossi saranno in aula, a Palazzo Vitale, per confrontarsi sulla sanità molisana e il nuovo piano operativo. Ieri il Consiglio ha approvato all'unanimità la mozione a difesa del Punto nascite di Termoli e ha sollecitato l'attivazione del bando per assumere il primario di ostetricia e ginecologia. Intanto il sindaco Francesco Roberti è impegnato in prima linea per il reperimento di personale medico disposto a lavorare al San Timoteo. L'avviso pubblico per due ginecologi scade il 19 luglio.

Il Consiglio regionale del Molise approva all’unanimità la mozione presentata (primo firmatario Valerio Fontana) che impegna a mettere in campo tutte le iniziative finalizzate ad assumere più rapidamente possibile il primario del reparto di Ostetricia e Ginecologia di Termoli, che peraltro è una Unità Operativa Complessa e quindi dispone di un primariato. Nonché a fare “tutto quanto di competenza dell’organo consiliare per un piano di interventi che ripristini gli standard di sicurezza in ospedale attivando i protocolli Sten e Stam e integrando la dotazione strutturale tecnologica del Punto nascite”.

Consiglio regionale 2019

Non solo: la decisione unanime del Consiglio regionale del Molise incassa il sì generale al confronto con i commissari straordinari Angelo Giustini e Ida Grossi, che mercoledì prossimo 24 luglio (lo stesso giorno in cui il Tar dovrà esprimersi sul ricorso contro il decreto di chiusura del Punto nascite) saranno ascoltati in aula.

In quell’occasione si dovrebbe capire qualcosa di più del nuovo Piano operativo redatto dalla Agenas, e avere indicazioni concrete sulla volontà di mantenere diversi reparti che stanno soffrendo una carenza di organico senza precedenti. Reparti che rischiano la chiusura, come il Pronto Soccorso dell’ospedale Cardarelli di Campobasso.

 

Un dibattito lungo, durato oltre 6 ore, i cui interventi una volta tanto hanno sviscerato in maniera più approfondita il tema cruciale del territorio: il diritto all’assistenza sanitaria e alla cura. Patrizia Manzo del 5 Stelle ha rivendicato la necessità di dire la verità ai cittadini e spiegare che l’assistenza non può prescindere dalla sicurezza. Vittorino Facciolla del Partito Democratico ha messo il governatore Toma con le spalle al muro, chiedendo come mai nessuno abbia finora chiesto spiegazioni sul mancato concorso per primario di Ginecologia, malgrado sia stata proprio la Regione a rinnovare i vertici della Asrem. In discussione anche la questione delle convenzioni con i privati, in modo particolare Neuromed e Cattolica, “sotto accusa” per il pagamento dell’extra budget nel 2018 che ha portato al disavanzo sanitario e quindi al blocco del turnover, rimosso – ha ricordato il consigliere pentastellato Andrea Greco – grazie al decreto Calabria.

Il Governatore Donato Toma ha smentito che sia in atto una guerra con i commissari, spiegando di contestare unicamente i commissariamenti che “mi auspico possano essere superati” e ha difeso i vertici Asrem a cominciare dal direttore generale Sosto “perché ha portato dei miglioramenti”.

Ginecologia e ostetricia Termoli

Ma ora la questione di maggiore attualità riguarda la difesa del Punto nascita di Termoli e degli altri reparti che corrono un concreto pericolo di soppressione perché mancano gli standard di sicurezza, a cominciare dai medici. Per quanto riguarda il San Timoteo il problema numero uno sono i ginecologi, insufficienti a garantire un numero di parti almeno equivalente alla soglia minima prevista dalla legge, cioè 500 all’anno.

Con lo sblocco del turnover è stata assunta una dottoressa specializzata in ostetricia che aveva dato disponibilità a lavorare a Termoli e la Asrem ha bandito un avviso pubblico per reperire due ginecologi con urgenza “nelle more delle procedure concorsuali”. L’avviso pubblico scade dopodomani (19 luglio) e il sindaco di Termoli Francesco Roberti conferma a Primonumero.it come sia in atto una trattativa intensa – fatta anche di relazioni e rapporti personali – finalizzata a portare nel nosocomio adriatico dei bravi medici.

La buona notizia è che al momento ce ne sarebbero 4 disponibili a venire a lavorare a Termoli. Due di loro (moglie e marito), a sorpresa, lavorano ora a Tirana e a quanto pare non vedono l’ora di venire ad abitare e lavorare in Molise. È in atto una intensa attività di scambio tra Termoli e alcuni ginecologi che si starebbero affrettando a dare la disponibilità entro i tempi previsti per la chiusura dell’avviso pubblico.