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Rubata opera di street art in via Margutta: è del grande Antonio Tamburro, pittore isernino

Un'opera di street art del pittore isernino Antonio Tamburro, rappresentata su un contatore Enel in via Margutta a Roma, è stata rubata.

Rubare un murale intero è impresa improbabile, ma un’opera di street art di un grande autore, rappresentata su un contatore Enel, può fare gola ai ladri di opere d’arte. Lo sa purtroppo anche Antonio Tamburro, tra i pittori molisani più noti al mondo, che un anno fa aveva deciso di contestualizzare da par suo quel contatore che occupa una posizione di un certo rilievo: di fianco all’ingresso della Gallaria d’arte della figlia, Barbara, in uno dei luoghi più ambiti e frequentati di Roma, via Margutta.

opera di Antonio Tamburro

Venerdì gli abitanti della storica via celebrata da Fellini e da tanti altri protagonisti del Novecento hanno scoperto di buon’ora l’amara novità. Al posto del ‘pannello artistico’, un buco che adesso mostra solo cemento e un asse di legno. Nessuna traccia di “Nell’ombra”, l’opera che raffigurava una donna, avvolta appunto nell’ombra, che, aprendo una tenda, sembrava spiare i passanti.

Tamburro, che in quel momento era nella sua città natale, Isernia, ha commentato la notizia con la classe dell’uomo ironico oltre che dell’artista di statura internazionale: “Bello – ha detto – per me è una gratificazione, vuol dire che mostrano interesse per questo tipo di arte e che sapevano che l’opera fosse mia”. D’altronde il ladro ha agito con estrema cura, smontando il contatore con precisione chirurgica, proprio per mantenere integro il lavoro.

Antonio Tamburro

Peccato, però, perché via Margutta perde un tassello importante della sua improvvisa trasformazione contemporanea. Lungo la nota traversa di via del Corso sono infatti presenti altre opere di street artist, anche di anonimi, come quella realizzata un paio d’anni fa sulla parete del civico 110, dove abitarono i grandi Federico Fellini e sua mogie, Giulietta Masina, che ritrae il regista della ‘Dolce vita’ sul set con tanto di megafono.

Il colpo d’occhio di via Margutta è cambiato in una notte: vicino all’ingresso di Sesto Senso Art Gallery di Barbara Tamburro manca quella misteriosa figura femminile, rossetto acceso, occhi nascosti nell’ombra. Chissà che il padre della gallerista, tra una mostra internazionale e l’altra, non deciderà di farle un altro regalo di classe, una piccola provocazione alla Bansky. Magari dipingerà un Arsenio Lupin contemporaneo, che s’intravede nella pianta rampicante attorno alla vetrata… chissà.