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Ostetricia e Nido vuoti. “Come a Larino pochi anni fa, sospensiva non basta”. Donne incinte ancora trasferite foto video

Poco prima dell'arrivo della notizia della sospensiva del Tar, l'atmosfera nel reparto Ostetricia e Ginecologia e nel vicino Nido è spettrale: nessuna donna incinta nè neonati. Scetticismo da parte delle infermiere e del personale presente: "Non cambierebbe nulla con la sospensiva, è successo anche a Larino, certo noi ci speriamo". E tarda ad arrivare il provvedimento dell'Asrem

Nell’ospedale c’è il solito via vai mattutino, non così al secondo piano dove c’è il reparto Ostetricia e Ginecologia. Oggi 8 luglio la data fatidica: nessun parto potrà essere portato avanti qui a Termoli. Poco dopo arriva la notizia della sospensiva del Tar rispetto al provvedimento che ha chiuso il Punto nascite ma, prima che ciò venga reso noto, chi c’è e se la sente di parlare non appare poi così fiducioso. E lo dice chiaramente: la sospensiva non basterebbe.

reparto ostetricia ginecologia termoli

L’atmosfera è surreale e a renderla ancor più spettrale è l’assenza totale di donne ricoverate. Stesso scenario al Nido dove le culle sono vuote. Lì dove prima non si faceva che sentire urla e vagiti dei neonati ora c’è un silenzio tombale e si respira tristezza perché tutto ciò suona come un preludio.

Il reparto di Ginecologia è completamente vuoto e Caposala, infermiere e ostetriche non nascondono la propria mestizia. “Non riusciamo ancora a crederci, sembra di vivere in un film”. Irreale, è questa la parola che più viene usata per descrivere quello che si sta vivendo. D’altra parte c’è la consapevolezza che tutto ciò fosse nell’aria, come ci spiega una puericultrice nel contiguo Nido, anch’esso terribilmente vuoto. I cartelli suonano un po’ come una triste beffa.

reparto nido termoli

Era nell’aria da tempo, io che l’ho vissuto anche a Larino lo sospettavo da un po’”, spiega un’infermiera. E il sospetto principale è che ci sia un chiaro disegno politico di favorire la sanità privata e che la chiusura di oggi sia solo la prima di altre che verranno nel nosocomio termolese. Altri reparti infatti vivono la contingenza dell’assenza di medici e personale e con il blocco del turn over la chiusura non può che essere la normale conseguenza.

Sulla sospensiva del Tar (che poco dopo è effettivamente arrivata) del provvedimento a firma del Commissario ad acta che ha disposto la chiusura del Punto Nascita, le infermiere sono più che scettiche: “Se anche arrivasse non sarebbe un atto esecutivo, anche al Vietri un Tribunale ha dato ragione ai ricorrenti, e poi?” In sostanza quella che viene detto in ambo i reparti è proprio che la sospensiva non cambierebbe di fatto le cose perché la situazione resta la stessa: carenza di medici e personale e dunque l’impossibilità di far funzionare il reparto. Nessuno insomma si prenderebbe la responsabilità di riaprire in queste condizioni. “Certo noi ci speriamo”, dicono a mezza bocca a Ginecologia ma il timore è che le cose non cambino.

ospedale termoli candele fiaccolata

Un timore espresso anche dal gruppo ‘Voglio nascere a Termoli’ nel primo pomeriggio di oggi, 8 luglio. “Il reparto di Ginecologia ufficialmente ancora non ha ricevuto disposizioni dall’azienda sanitaria sul ripristino del servizio di Ostetricia.

Anche i sanitari del 118 stanno vivendo ore drammatiche e, non avendo ancora ricevuto contrordini dall’ASReM, continuano a trasferire le gravide a termine a Campobasso e a Vasto.

È accaduto proprio stamattina, dopo la notizia della sospensiva del Tar, che una donna gravida a termine è stata accompagnata dal 118 da Termoli a Campobasso. Grazie al cielo la signora sta bene, e anche il suo bimbo, ma immaginiamo il viaggio al cardiopalmo per la squadra del 118 che l’ha trasferita d’urgenza?

La semplice ambulanza del 118, e il personale che vi lavora, non sono affatto attrezzati per eventuali parti d’emergenza (che in un’ora di Bifernina, se tutto va bene, potrebbero puntualmente verificarsi in una gravida a termine), né dotati della benché minima strumentazione di monitoraggio fetale (cardiotocografo) o rianimazione neonatale. In caso di emergenza cosa potrebbero fare? Arrangiarsi?

Diverso sarebbe se il Molise avesse il “servizio di trasporto assistito materno” (STAM), un’ambulanza che vede a bordo la presenza di un’ostetrica e di un anestesista/rianimatore, attrezzata per i parti d’urgenza”.

Da parte dei coordinatori Cinzia Ferrante, Alessandra Di Pasquale, Giuseppe Pranzitelli e Debora Staniscia, che nel frattempo lanciano l’hashtag su internet #ostetriciasenzalucchetti, anche un sollecito “con ogni mezzo (stampa, social network, passaparola) alla struttura commissariale e l’ASReM affinché provveda al più presto a ripristinare il servizio di Ostetricia presso il nosocomio di Termoli, come da ordinanza cautelare del Tar. Continuiamo a vigilare e a stare sul pezzo. E a prepararci per la manifestazione del 21, dal momento che la conferma della sospensiva da parte del Tar ci sarà solo dopo la riunione in camera di consiglio dei giudici amministrativi, che si terrà il 24 luglio”.

reparto ostetricia ginecologia termoli

Le preoccupazioni sono tante così come testimoniato dalle interviste girate ieri, 7 luglio, durante la fiaccolata serale tenuta a poche ore dalla chiusura ufficiale del Punto nascite che segna dunque lo stop dei parti a Termoli.

Amarezza per come sono andate le cose e la scarsa risposta della popolazione agli appelli a protestare, tanta combattività e voglia di non arrendersi dalle organizzatrici. Incertezza e persino voglia di sdrammatizzare un po’ da parte di una giovane mamma. “Dove andrò a partorire non lo so. Magari faremo come le nostre nonne, partoriremo in casa“.