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Punto Nascite, record di firme per salvarlo. Sindaco Roberti durissimo con la Asrem: “Farebbero bene a dimettersi in massa”

Reazioni di forte critica dal primo cittadino di Termoli ai vertici dell'Azienda Sanitaria che hanno deciso di costituirsi in giudizio contro il ricorso di sindaci e mamme e non nasconde la possibilità di passare alle vie “forti”, sottintendendo le denunce penali a carico di chi “non ha nemmeno attivato la rete emergenziale ma si mostra zelante nel procedere a temi record a impugnare il nostro ricorso”.

“Alla Asrem piace scegliere le strade più brevi, se i vertici si fossero impegnati in questo periodo per salvare il San Timoteo, probabilmente il nostro ospedale sarebbe stato in condizioni di operare bene. Sono molto rammaricato per la decisione, ed è evidente che se il Tar ci dovesse dare ragione chiederemo le dimissioni di quelli che, invece di attivarsi per il bene collettivo, sperperano denaro pubblico, soldi dei cittadini, dando incarichi agli avvocati per ostacolare un ricorso che va in difesa della salute delle persone”: durissimo con l’Azienda Sanitaria del Molise il sindaco di Termoli Francesco Roberti che oggi ha presenziato all’incontro del Comitato ‘Voglio Nascere a Termoli’, in difesa del Punto Nascite del San Timoteo, durante il quale sono stati diffusi i numeri definitivi della petizione.

comitato voglio nascere a Termoli

Sarebbero circa 8mila le persone che hanno sottoscritto personalmente i moduli diffusi in vari paesi, a cominciare dal Comune di Termoli. Un numero che oggettivamente è un successo, che restituisce buone speranze all’associazione spontanea che sta portando avanti la battaglia per la sopravvivenza della possibilità di partorire a Termoli, perché indica una grande sensibilizzazione del territorio.

Ma il clima positivo oggi è stato spezzato dalla notizia, arrivata in mattinata, che l’Azienda Sanitaria Regionale si è costituita in giudizio contro il ricorso, presentato da 13 Comuni del Molise e 18 donne, per chiedere l’annullamento del provvedimento di chiusura del punto nascite di Termoli. La delibera firmata dal direttore generale Gennaro Sosto porta la data del 16 luglio scorso e ha un retrogusto paradossale: in sostanza, davanti ai giudici amministrativi, l’Asrem sosterrà la chiusura del Punto Nascite contro la volontà di mantenere aperto il presidio espresso dai primi cittadini del territorio e dalla pazienti ostetriche. 

E il primo cittadino di Termoli, comune capofila nella battaglia, non le manda a dire. “Dopo un fallimento del genere che è sotto gli occhi di tutti – commenta ai microfoni Roberti – Continuano ad avere il coraggio di percepire stipendi da 300mila euro l’anno. Si chiedessero – aggiunge riferendosi alla Asrem, ai suoi vertici e direttori che sono Sosto, Forciniti e Lucchetti – A che pro continuano a prendere questi soldi se l’unica capacità che hanno è fare un ricorso o essere latitanti, perché tutto questo è dimostrazione di incapacità e latitanza”.

E ancora: “Noi come sindaci ci siamo attivati nella ricerca dei ginecologi, loro come Asrem, preposti e pagati per trovare medici, non l’hanno fatto. Credo che una dimissione di massa salverebbe loro la faccia”.

Il sindaco di Termoli non ha risparmiato critiche a tutto l’apparato burocratico che gestisce la sanità in Molise, compresa l’evidente contraddizione tra la Regione che sostiene sindaci e partorienti nel ricorso contro la chiusura del Punto nascite curato dagli avvocati Massimo Romano e studio legale Iacovino e la Asrem (il cui vertice massimo, il direttore generale Gennaro Sosto, è stato lodato e riconfermato dallo stesso Governatore Toma) e la Asrem che ha assunto una posizione opposta in merito al ricorso, peraltro affidandosi a un avvocato di fama ed esterno all’azienda (Franco Scoca) per contrastare l’azione dei sindaci.

“Vogliamo capire a che gioco giochiamo, sicuramente qualcuno ha fatto i conti sbagliati ma vedremo chi ha ragione, vedremo se abbiamo ragione noi o la Asrem, noi il commissario”.

Non nasconde la possibilità di passare alle vie “forti”, sottintendendo le denunce penali a carico di chi “non ha nemmeno attivato la rete emergenziale ma si mostra zelante nel procedere a temi record a impugnare il nostro ricorso”.

comitato voglio nascere a Termoli

Nemmeno il comitato spontaneo ‘Voglio nascere a Termoli’ composto da Alessandra Di Pasquale, Cinzia Ferrante, Giuseppe Pranzitelli e Debora Staniscia resiste dal togliersi alcuni sassolini dalle scarpe durante la conferenza di oggi pomeriggio, tilanciando frecciatine non poco velate nei confronti di chi, a detta di Debora, ha provato a farli tacere, litigare e dividere: “Siamo un gruppo di cittadini senza colore politico e ci siamo autofinanziati. Non aspiriamo a scalate sociali o a visibilità, come affermato da qualcuno che ha tentato di farci allontanare perché io ero candidata a sostegno di Roberti durante le scorse elezioni. Il nostro intento è di dimostrare, a chi di competenza, che il popolo bassomolisano non si fa piegare, ma si unisce e vince. Insieme”.

La manifestazione marciante rappresenterà una risposta massiccia nei confronti delle istituzioni che hanno deciso le sorti del reparto termolese: “Si partirà da Corso Umberto I in prossimità delle ancore alle 21 di domenica 21 luglio – ha aggiunto Di Pasquale – E sarà una fiaccolata al buio, grazie alle attività che spegneranno le luci quando passeremo, che raggiungerà Piazza Monumento dove esplicheremo le motivazioni della manifestazione, sensibilizzando ed informando cittadini e turisti su ciò che sta accadendo. Poi su Corso Nazionale, via Roma, terminando in Piazza Duomo dove ci sarà anche l’esibizione di alcuni artisti bassomolisani che daranno il loro contributo. In seguito parleranno il sindaco Roberti e l’avvocato Romano a cui ci sarà un minuto di silenzio”.

Il Molise, da quanto emerso in queste ultime ore, “è un territorio sotto attacco –  conferma il comitato – La Asrem ha scoperto le carte e, se da un lato bandisce concorsi per ginecologi o cardiologi, dall’altro ha scoperto le sue vere intenzioni schierandosi contro i nostri sindaci e le nostre donne nel ricorso al Tar per il mantenimento del punto nascita”. Di qui l’accorato appello alla popolazione a muoversi, a partecipare all’evento del 21 perché “storicamente sappiamo che il popolo molisano sia remissivo e su cui i poteri forti fanno esperimenti – ha aggiunto Pranzitelli – E nel periodo estivo è ideale per fare tutto ciò. Ma, in quest’occasione, ci siamo accorti tutti che c’era qualcosa che non andava ed abbiamo deciso di agire”.

Manifestazione

“Informeremo i cittadini cosicché ognuno di loro potrà capire cosa sta facendo la Asrem, lasciando loro la libertà di intervenire – ha aggiunto Ferrante – Siamo pacifici, ma siamo anche i datori di lavoro di queste persone ed è giusto che, ogni tanto, diciamo anche noi la nostra”.