Procure al collasso: non c’è più personale. Siglato un accordo con la Regione per recuperare qualche unità

Appello del procuratore generale Guido Rispoli: "Le risorse umane sono poche e coloro che lavorano fanno il possibile". Campobasso, Larino e Termoli: il contesto è uguale ovunque. Quindi, il protocollo d'intesa firmato questa mattina che consentirà ai lavoratori della Regione di acquisire una nuova formazione se sceglieranno di operare negli uffici giudiziari

Il procuratore generale Guido Rispoli l’allarme lo aveva già lanciato in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario: “nelle Procure manca il personale – aveva detto – è l’attività giudiziaria rischia il tracollo”.

Ammonimento rimasto inascoltato perché ad oggi le condizioni di lavoro non sono cambiate. Anzi, a breve ci saranno nuovi pensionamenti e quindi la situazione già definita “drammatica”, potrebbe addirittura peggiorare.

Campobasso, Larino e Termoli: il contesto è uguale ovunque.

In sostanza per consentire agli uffici inquirenti di poter procedere con le proprie attività mancano all’appello almeno una ventina di unità ma Rispoli puntualizza: “E’ chiaro che non chiediamo il riempimento di tutte le caselle rimaste vuote ma già se potessimo usufruire di una decina di persone capaci di far fronte alle pratiche amministrative, vi assicuro che sarebbe una bocca di ossigeno importante per lo svolgimento dei compiti delle procure molisane”.

Da qui la scelta, già compiuta in altre realtà italiana (per esempio nel Lazio o in Abruzzo) di lavorare ad un protocollo d’intesa con la pubblica amministrazione – nel caso specifico con la Regione Molise – al fine di individuare le strategie migliori di “prestito” del personale amministrativo capace di adoperarsi all’interno del palazzo di Giustizia.

Accordo che questa mattina ha visto la firma in calce del procuratore generale Guido Rispoli e del presidente della regione Donato Toma.

Una collaborazione alla quale si è lavorato alacremente negli ultimi due mesi e con l’apporto del dottore Claudio Iocca e quello della dottoressa Evelina Palaia questa mattina si è giunti alla conclusione che consentirà ai dipendenti della Regione Molise – qualora abbiano i requisiti necessari – di scegliere se cimentarsi in una nuova esperienza lavorativa (e apportare nello stesso tempo la propria conoscenza) in una realtà occupazionale diversa.

Una strategia per far fronte a quella che rischia di diventare una vera e propria paralisi delle procure molisane.

Carabinieri che devono occuparsi di contabilità, procuratori con autisti che fino al momento prima erano impegnati in faccende d’ufficio, insomma una situazione al limite del consentito che si spera di migliorare raccogliendo con la Regione una collaborazione “che frutti adesioni”.

“Non potevamo restare sordi all’appello del procuratore generale – ha detto il governatore Toma – e grazie ad un lungo lavoro di confronto e dialogo tra le parti, in meno di due mesi siamo arrivati alla stipula di questo protocollo che suggella una collaborazione tra i due apparati della pubblica amministrazione e  che mi auguro sia foriero di ulteriori sviluppi”.

La convenzione disciplina l’uso del personale con qualifica non dirigenziale e che manifesti disponibilità tenendo conto di specifica professionalità richiesta.

La durata è di dodici  mesi, trascorsi i  quali i dipendenti torneranno alla propria amministrazione di appartenenza.

Quella che si accinge a partire è una fase di rodaggio e dunque ci sarà spazio di manovra per eventuali aggiustamenti. Guido Rispoli ha poi concluso: “Per noi è una boccata d’ossigeno importante per una situazione davvero drammatica”.