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Polizia di Stato, presentati i nuovi distintivi: sulla divisa aquila dorata, plinto araldico e rombo

Da oggi, 12 luglio, oltre 98mila poliziotti indosseranno, sulle loro divise, i nuovi distintivi disegnati dall’esperto di araldica professor Michele D’Andrea. La cerimonia ufficiale di presentazione si è tenuta a Roma ieri, giovedì 11 luglio, nel giorno dell’anniversario dell’istituzione della Polizia di Stato, prima in Italia: alla presenza del signor Capo della Polizia- Direttore Generale della Pubblica Sicurezza e delle più alte cariche istituzionali, gli agenti sono stati ricevuti al Palazzo della Consulta.

Questa mattina, invece, il Questore di Campobasso Mario Caggegi li ha presentati agli organi di stampa. Un giorno atteso con grande trepidazione. Dopo 38 anni, in modo tangibile, si riafferma nella forma e nella sostanza l’identità della Polizia di Stato, quale amministrazione civile ad ordinamento speciale, che ha sublimato i valori ai quali profondamente crede nel motto ‘sub lege libertas’.

Un passo importante per la Polizia di Stato che, con la legge 121 del 1981, si è distaccata dal mondo militare: una rivoluzione che ha permesso l’ingresso nell’arma delle donne, con una maggiore specializzazione attraverso selezioni sempre più rigorose e corsi di formazione prodromici a professionalità differenziate, cambia i nomi dei gradi che vengono ristrutturati ed arricchiti dal ruolo ispettori anello di congiunzione tra dirigenti e collaboratori.

Il logo, seppur ridisegnato stilisticamente, mantiene il suo forte legame con il passato: l’aquila, emblema dell’istituzione, quest’anno compie 100 anni dalla sua prima apparizione sulle divise del Corpo della Regia Guardia di Pubblica Sicurezza risalente al 1919. Ali spiegate, zampe libere e divaricate disposte ai lati della coda folta e stilizzata come il restante piumaggio, testa rivolta a sinistra ornata dalla corona murata di cinque torri, scudo sannito con il monogramma RI in petto. L’aquila continua ad esprime il legame identitario, il coraggio e la dedizione con cui quotidianamente ciascun poliziotto difende diritti e libertà.

Compaiono, invece per la prima volta, a caratterizzare le diverse qualifiche: il plinto araldico, costituito da una barretta orizzontale di colore rosso che rappresenta la struttura portante di un edificio, per gli agenti ed assistenti; il rombo dorato, con il suo profilo fusiforme che ricorda la punta di una lancia simbolo del dinamismo operativo temperato dall’esperienza, per i sovrintendenti; la formella, alto esempio di architettura gotico-rinascimentale, richiamo alla bellezza ed all’eleganza proprie del patrimonio di civiltà e cultura del nostro Paese, per i funzionari. I distintivi uguali per tutti i ruoli differenziano le funzioni tecnico-scientifiche, tecniche e le attività professionali attraverso il diverso colore delle mostreggiature.