Paradosso ricorso contro chiusura Punto nascite, Facciolla: “Molisani presi in giro due volte”

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Cortocircuito istituzionale senza precedenti e di una gravità inaudita: così il segretario regionale Pd e consigliere di minoranza Vittorino Facciolla sulla questione del ricorso contro il decreto di chiusura del Punto Nascite di Termoli. Da un lato i sindaci del territorio e le donne pazienti dell’ospedale che si oppongono al provvedimento, dall’altro la Asrem che si costituisce in giudizio contro i sindaci.

Nell’attesa della decisione del Tribunale Amministrativo del Molise che ha già concesso la sospensiva (provvedimento congelato dunque) e che si esprimerà il prossimo 24 luglio (giorno in cui a Roma è convocato il Tavolo Tecnico sulla sanità e dunque giocoforza salterà la seduta di Consiglio regionale fissata con l’audizione del Commissario in aula), una riflessione in merito arriva da Facciolla, che scrive: “Gli organi di stampa ci informano del fatto che l’Asrem avrebbe conferito al professor Scoca di resistere davanti a TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) contro il provvedimento che sospendeva la chiusura del Punto Nascita di Termoli e quindi contro i sindaci, decine di partorienti, contro gli stakholder e migliaia di persone che in questi giorni stanno lottando per il sacrosanto diritto alla sanità e alla salute.

Se ciò fosse vero (ed è vero, c’è la delibera nero su bianco, ndr) saremmo evidentemente di fronte ad un cortocircuito istituzionale senza precedenti e di una gravità inaudita. Solo qualche giorno fa, infatti, il presidente Toma aveva dichiarato che, con un provvedimento di Giunta, la Regione aveva dato incarico all’avvocatura regionale, di sostenere i sindaci e le amministrazioni locali nel ricorso contro la chiusura del Punto Nascita”.

Cosa succede quindi? Facciolla sintetizza il paradosso: “L’Asrem (che tutti sanno che che è l’azienda sanitaria regionale del Molise ) si pone contro la Regione, che è il suo stesso datore di lavoro e la Regione, che solo una settimana fa ha dichiarato di essere dalla parte dei molisani e del territorio, dimostrerebbe ancora una volta la sua assoluta inadeguatezza. Siamo di fronte alla più grande presa in giro per i molisani e l’unico modo che la Regione avrebbe per salvare la faccia sarebbe quello di rimuovere il legale rappresentante dell’azienda sanitaria locale”.

Infine il paradosso nel paradosso. Cioè che “l’incarico al professor Scoca lo pagheranno proprio i molisani, che quindi pagheranno un avvocato per essere fregati.

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