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Operazione ‘Stadium’: indagato imprenditore di una ditta di Guardiaregia. L’inchiesta partita dalla sua denuncia

Continuano le indagini della procura di Ferrara che procede per violazione della normativa antisismica, falso ideologico e frode in pubbliche forniture. Intanto emerge che l'attività degli inquirenti è partita dopo l'esposto inoltrato da una delle aziende subappaltatrici, ossia quella che ha sede nell'area matesina. "Lo stadio è pericoloso", aveva denunciato il referente ora indagato.

Anche il referente dell’impresa molisana che ieri è stata sottoposta a perquisizioni dalla Guardia di Finanza nell’ambito di operazione “Stadium” , a Ferrara, figura tra le otto persone indagate.

Un’indagine che si concentra sui lavori di ampliamento eseguiti allo stadio “Paolo Mazza”.

Per le persone finite sotto inchiesta si parla di presunte violazioni alla normativa antisismica ma sussistono anche ipotesi di reato per falso ideologico e frode in pubbliche forniture.

Tuttavia, cautele normative a parte, i cartelli affissi dalla Guardia di Finanza che annunciavano il sequestro di mezzo impianto sportivo hanno fatto il giro di tutte le reti nazionali.

Metà stadio ora è sotto i sigilli.

Il provvedimento disposto dal sostituto procuratore Barbara Cavallo, che sta coordinando le indagini su queste possibili anomalie strutturali relative all’impianto, ha fatto rumore.

Sin da subito è stato reso noto che l’inchiesta della procura romagnola, è partita dopo l’esposto inoltrato da una delle ditte subappaltatrici.

E la ditta in questione sarebbe proprio quella esistente nella zona industriale di Guardiaregia.

Diffida che il due aprile scorso l’impresa, con sede in Molise, ha inviato alla Spal, alla Prefettura, alla Questura, al Coni e al Comune di Ferrara.

L’impresa molisana nell’esposto parla di “criticità severe nell’esecuzione delle procedure di monitoraggio, tali da esporre gli spettatori a pericoli reali e sussistenti“.

Su questa base è partita l’inchiesta e quindi il provvedimento di sequestro fortificato dagli esami eseguiti dal consulente tecnico nominato dalla procura – l’ingegnere Carlo Pellegrini dell’Università di Padova – che evidenzia per esempio sulla gradinata “un abbassamento di 62 millimetri a fronte dei 42 previsti”. Mentre per la curva Est l’abbassamento rilevato dal consulente è di “100 millimetri a fronte dei 61 previsti”.

Quindi i sigilli alle coperture della gradinata e all’intera struttura della curva est, compresa la copertura.

I lavori che sono stati eseguiti in tempi record ed ultimati in occasione del match casalingo tra Spal e Atalanta erano stati attestati come conformi al progetto attraverso l’emissione dei certificati di collaudo sui quali adesso però il sostituto procuratore ipotizza il reato di falsità.

La Spal e il Comune di Ferrara nella vicenda risultano parti lese.

CN