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Nuove polemiche sul Contratto di sviluppo: “Volevamo insegnare inglese ai giovani, il Governo ha bocciato il progetto”

L'Accademia Britannica aveva presentato la proposta di realizzazione di un 'Villaggio della Cultura' a Petrella ma non è rientrato nel finanziamento

Non solo i sindaci e i consiglieri regionali del Partito democratico. Ci sono malumori per i finanziamenti concessi con il Contratto di sviluppo firmato con il Governo Conte anche tra i privati che sono stati esclusi. Tra questi c’è l’Accademia britannica che in collaborazione con il Comune di Petrella Tifernina, l’Università di Bari e la Curia locale avevano presentato il progetto di un ‘Villaggio della cultura’, ossia “una high school dedicata alla formazione degli studenti e in particolare all’apprendimento della lingua inglese”, per usare le parole del dottore Angelo Di Stefano, referente del progetto nonchè medico e marito della titolare dell’Accademia Britannica.

Per ora sappiamo com’è finita: il Governo ha  stanziato 220 milioni di euro con cui ha deciso di finanziare il progetto sulla valorizzazione dei tratturi (149 milioni), presentato dall’amministrazione di Campodipietra e che coinvolge una quarantina di Comuni. Altri 10 milioni di euro saranno concessi ad un privato (la Ecomont) che realizzerà impianti sciistici a Campitello Matese, un’altra ventina di milioni sono destinati a Campobasso.

L’Accademia Britannica è rimasta a bocca asciutta. Un’esclusione che non è andata giù ai diretti interessati perchè “grazie a noi 6mila ragazzi vanno in giro per il mondo, abbiamo 31 dipendenti, più di 300 persone – di cui il 50% è di Campobasso – lavorano con noi part-time. Non abbiamo debiti” lo sfogo di Di Stefano che ieri mattina (22 luglio) ha incontrato i giornalisti nella sede di via Zurlo.

Il ‘Villaggio della cultura’ a Petrella Tifernina prevedeva corsi di lingua inglese e 100 posti letto destinati agli studenti. Un progetto in grado di ravvivare un centro a rischio spopolamento, insomma. Il Comune di Petrella Tifernina aveva messo a disposizione le strutture necessarie per realizzare quello che, secondo l’obiettivo dell’Accademia britannica, sarebbe diventata una” School University”. I posti letto e i corsi sarebbero stati dislocati tra Palazzo Girardi, l’ex cinema che sarebbe stato ristrutturato, i locali dell’ordine monastico e infine le case terremotate che si stanno restaurando e che sono purtroppo disabitate.

“Questo progetto – ha spiegato Di Stefano – oltre a formare i ragazzi e a favorire la loro immissione nel mondo del lavoro avrebbe favorito anche la riattivazione delle maestranze locali. Non era un progetto politico, l’apprendimento dell’inglese è fondamentale in una regione abbandonata come il Molise”.

Tra gli obiettivi c’era anche quello di realizzare corsi di robotica che avrebbero consentito ai ragazzi di avere credenziali in più per trovare un lavoro. “Abbiamo cercato di trasformare Petrella Tifernina in una sorta di università – ha sottolineato amareggiato il dottore Angelo Di Stefano – si parla di turismo e cultura ma senza l’inglese non si può fare nè uno nè l’altro”.