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Medici quasi dimezzati: neonatologi introvabili e ginecologi ‘prestati’ al S. Timoteo. In apnea pure il Cardarelli fotogallery

Siamo tornati all'ospedale di contrada Tappino per fare il punto della situazione sulla carenza di personale sanitario che preoccupa cittadini e addetti ai lavori. I reparti salvati dall'opera di smantellamento di questi anni resistono e operano in condizioni difficilissime: le situazioni più critiche a Ginecologia, Neonatologia e al pronto soccorso dove hanno iniziato a dare una mano anche medici di altre unità. "Riusciamo a garantire una buona assistenza ai pazienti ma sosteniamo notevoli sacrifici". Intanto la mancanza di camici bianchi alla base della chiusura del centro prelievi di via Toscana: "Qualche dipendente sta andando in pensione ed è stato necessario razionalizzare il servizio".

Mentre gli occhi di gran parte dell’opinione pubblica sono puntati su Termoli e sul futuro del Punto nascite del San Timoteo (oggi l’udienza al Tar Molise sul ricorso presentato da 13 sindaci e una trentina di donne), basta spostarsi di qualche chilometro per capire che è un’estate ‘nera’ anche per gli ospedali di Campobasso e Isernia. Nel nosocomio più importante del Molise, il Cardarelli, dopo la chiusura di alcuni reparti, quelli che restano provano a resistere nonostante le corsie rimaste aperte siano in affanno e con liste di attesa sempre più lunghe.

Mancano i medici. E questo ormai è noto. Sono carenti infermieri e altri operatori sanitari. Il che aggrava la difficoltà. C’è chi è andato in pensione con ‘quota 100’ e quelli che sono rimasti fanno i ‘salti mortali’. In quasi tutti i reparti del nosocomio di contrada Tappino il copione è lo stesso ma non per colpa del personale sanitario. Ormai è noto: il blocco del turn over e la ‘fuga’ dai concorsi hanno impedito nuove assunzioni. E così si arranca.

Siamo tornati al Cardarelli per vedere e capire come si lavora in questi giorni con gli organici ridotti all’osso. Da Ginecologia a Neonatologia, da Rianimazione al Pronto soccorso: lo scenario è lo stesso. Turni massacranti, lavoro senza sosta, un carico ancora più pesante a causa delle ferie estive. 

I medici sono quasi dimezzati. Ce ne sono solo cinque in Neonatologia. Perchè, spiega qualcuno, i neonatologi sono diventati introvabili. Sette invece i ginecologi strutturati che in alcuni casi devono sopperire alle carenze del San Timoteo e vengono dunque ‘spediti’ a Termoli. 

E ancora: quattordici anestesisti per garantire il turno h24 in Rianimazione e in sala operatoriaSette i camici bianchi all’opera al pronto soccorso dove, per assicurare l’assistenza ai pazienti nel reparto maggiormente oberato di lavoro, è stato necessario chiamare a rotazione i medici degli altri reparti e anche del servizio di emergenza 118.

“Il pronto soccorso è sotto organico da tempo”, ci spiega il primario, il dottor Claudio Agostino Rossi. Riusciamo a parlare con lui pochi minuti: come avviene ogni giorno, ci sono tanti pazienti che devono essere curati. “Riusciamo a garantire buona assistenza ai pazienti con notevoli sacrifici da parte di tutti quanti, ma questo è un dato nazionale, che in Molise è aggravato da alcune situazioni sfavorevoli come la mancanza di scuole di specializzazioni che non ci consentono di avere un serbatoio di nuovi medici, un territorio sfavorevole perchè qui non ci viene nessuno. Come si riescono a garantire i turni? Siamo oltre i salti mortali, facciamo le capriole”, prova a sdrammatizzare il dottor Rossi. “Per coprire i turni qualche collega di altri reparti si rende disponibile a darci una mano”.

Una piccola boccata di ossigeno dovrebbe arrivare a Cardiologia: è dello scorso 16 luglio il provvedimento dell’Asrem per l’assunzione di cinque dirigenti medici a tempo indeterminato. Avevano partecipato al concorso indetto nel 2017 dopo la sollecitazione dei responsabili delle Unità Operative di Cardiologia dell’Asrem che lamentavano “la persistente carenza di personale medico e di trovarsi nella difficoltà di garantire i livelli minimi di assistenza”.

Due dottori – Quintino Parisi e Loredana Messano – saranno in servizio a Campobasso. Altri due (Maurizio Di Giacomo e Maria Cristina Di Saverio) a Termoli. Infine il dottor Savino Lacerenza sarà impegnato a Isernia.

Forse è per questo motivo che ai dirigenti Asrem è stato assegnato il ‘premio produzione’, ossia un aumento dello stipendio per “aver raggiunto gli obiettivi” riducendo – pare – la spesa sul personale. 

Per fortuna a conclusione delle procedure sulla mobilità e sulla stabilizzazione presto verranno immessi in ruolo 280 infermieri, una decina di tecnici di radiologia, altrettanti di laboratorio, personale amministrativo e venti oss (operatore socio-sanitario). 

“Il personale sanitario è insufficiente: solo con grossi sacrifici riusciamo ad andare avanti“, si ripete come un mantra nei corridoi del nosocomio. “Il numero dei medici è quasi dimezzato in ogni reparto“, il calcolo che fa qualcuno mentre al Cardarelli si boccheggia e si sente il rumore dei mezzi e degli operai al lavoro al terzo piano. Nell’ala che ospitava Geriatria pare che venga realizzata la stroke unite che poi sarà spostata definitivamente al quinto piano dell’edificio dove dovranno essere effettuati complessi lavori di ristrutturazione.

Spesa da un milione di euro per una scelta che ha fatto discutere: per alcuni addetti ai lavori, la stroke unit è troppo distante dalla Rianimazione, posizionata al piano terra del nosocomio di contrada Tappino. E questo ovviamente non consentirebbe un intervento tempestivo in caso di patologie tempodipendenti come l’ictus. “Probabilmente sarebbe stato meglio realizzare la stroke unit al posto di Malattie Infettive, reparto che erano stato chiuso e poi momentaneamente riaperto”, il ragionamento di qualche osservatore che vorrebbe capire meglio il destino di questa Unità operativa.

Ma c’è un filo rosso che unisce il Cardarelli agli altri presidi territoriali che l’Asrem ha a Campobasso. Il centro prelievi di via Toscana, ad esempio, ha chiuso con un provvedimento dell’Azienda sanitaria: qui venivano effettuati 20 prelievi al giorno.

centro prelievi via Toscana Campobasso

Il caso è stato portato all’attenzione del sindaco Roberto Gravina dal suo predecessore, Antonio Battista, attuale consigliere comunale di minoranza. La soppressione ha creato qualche malumore e soprattutto ha confermato quella che sembra essere diventata una variabile fissa della sanità molisana: la difficoltà di sopperire con forze fresche il personale medico e infermieristico che va in pensione.

“Qualche dipendente sta andando in pensione ed è stato necessario razionalizzare il servizio”, riferiscono dall’Azienda sanitaria regionale. Chi ha necessità di effettuare un prelievo potrà rivolgersi agli ambulatori di via Gramsci e di via Petrella, mentre “nel centro di via Toscana abbiamo deciso di concentrare i vaccini“. Una quarantina quelli somministrati quotidianamente.

Dunque, “c’è stata una riorganizzazione non una soppressione, anche perchè i pazienti riescono ad usufruire del servizio coprendo una distanza minima”.

Ma la spia che il motore è in panne è ormai accesa. E se non si corre ai ripari, prima o poi fonderà.