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Maggioranza a pezzi: tra manovre e litigi si prepara la crisi d’autunno. Toma tentato di azzerare la Giunta

Il clima resta teso nella maggioranza di centrodestra che guida la Regione. Mentre l'assessore Luigi Mazzuto resta al suo posto, il presidente della Regione Molise rinvia confronto e decisioni a settembre: "Queste sono decisioni importanti, che non devono essere prese in modo affrettato e che devono prendere in considerazione tutto lo scacchiere politico, non solo quello molisano ma anche quello nazionale". Intanto voci di corridoio riferiscono di un possibile azzeramento, ma Toma si limita a tenere la Giunta sulla corda: "Il rimpasto è sempre in agguato, ma ora non sono maturi i tempi".

Per alcuni osservatori politici il fuoco che cova sotto la cenere potrebbe riaccendersi il prossimo autunno, alla ripresa della normale attività in Consiglio regionale. In Aula si sono vissuti giorni di fuoco, culminati con le dimissioni dell’assessore al Lavoro Luigi Mazzuto, il più bersagliato di questo primo anno del governo Toma. In quello stesso giorno l’Aula ha respinto (10 sì e altrettanti no) la terza mozione di sfiducia presentata nei confronti dell’esponente della Lega.

Donato Toma Roberto di Baggio Luigi Mazzuto Regione Molise

Tuttavia chi pensava che in via IV Novembre la colonnina di mercurio si abbassasse è rimasto deluso. A palazzo D’Aimmo il clima resta teso e la spaccatura della maggioranza netta, probabilmente irreversibile. Per i più critici il capo della Giunta regionale avrebbe perso il timone della nave che sta guidando dall’aprile del 2018, ossia da quando ha vinto le elezioni regionali in Molise.

Una visione forse troppo estrema, ma che probabilmente viene suffragata dalle metafore che il presidente della Regione ha utilizzato quando è stato intercettato dai giornalisti a margine della conferenza stampa sui progetti selezionati nell’ambito del bando ‘Turismo è cultura’.

“Siamo in estate, ci sono dei momenti in cui c’è la cosiddetta bonaccia e non tira vento e c’è calma piatta. A volte ci sono onde che si infrangono sulla costa e sul bagnasciuga. Così è la politica e così è la maggioranza”, le dichiarazioni di Toma. Poi esplicita: “Il clima è abbastanza sereno, il mare è leggermente mosso”. Invece parlando delle divisioni ha fatto riferimento al filosofo Hegel: “Ci sono tesi, antitesi e alla fine in democrazia si raggiunge la sintesi. A noi non piace il pensiero unico, ma il pensiero di sintesi. Noi siamo una coalizione, non un movimento”. 

Intanto per ora il titolare del Lavoro è pienamente inserito nell’esecutivo regionale e ieri mattina (11 luglio) ha incontrato al fianco del Governatore gli ex dipendenti Ittierre. E forse ci sarà anche sabato 13 luglio quando si svolgerà un nuovo incontro con i rappresentanti sindacali per discutere delle principali vertenze che riguardano i lavoratori molisani della ex Gam, ex Ittierre e Zuccherificio.

“La posizione di Mazzuto? Per ora è in piedi, ha rimesso nelle mie mani il suo mandato, senza se e senza ma. Io sto riflettendo guardando alla politica regionale e al quadro nazionale”, dice. Salvo poi puntualizzare a Teleregione che “ho chiesto io a Mazzuto di rassegnare quel giorno le dimissioni perchè volevo capire quanto i miei assessori fossero funzionali alle mie linee programmatiche”, ha detto sempre Toma.

Di certo una decisione sul destino di Mazzuto non sarà imminente perchè “queste sono decisioni importanti, che non devono essere prese in modo affrettato e che devono prendere in considerazione tutto lo scacchiere politico, non solo quello molisano ma anche quello nazionale”. Dunque, “il rimpasto è sempre in agguato, ma ora non sono maturi i tempi”.

Parole per tenere sulla corda la maggioranza? Forse. Anche se gli umori della maggioranza non invogliano a visioni ottimistiche sulla solidità della coalizione. Ma che poi i mal di pancia si traducano in atti concreti tali da minare la legislatura (che non è nemmeno arrivata al giro di boa) è molto difficile.

“Io non ho mai detto che i consiglieri mi possono sfiduciare – ha puntualizzato ancora Toma – come è stato scritto da un giornale locale. È stata un’interpretazione del giornalista perchè io non ho mai pronunciato la parola ‘sfiducia’, ma ho detto che il Consiglio regionale è sovrano sulla tenuta del presidente e che se riterrà che Donato Toma non ha compiuto le azioni che erano in linea con quelle programmatiche che lo stesso Consiglio ha approvato ha rimedi per far sì che il presidente si adatti”.

Il presidente insomma continua a temporeggiare. Così come continua a rinviare una verifica in maggioranza dove i mal di pancia crescono con il passare delle settimane e nella quale forse i più ‘tirano a campare’ o a pensare a come conquistare posizioni di privilegio nel caso in cui saltasse il banco e si tornasse al voto. Del resto, chi rinuncerebbe al lauto stipendio da circa 10mila euro che ogni mese va ad arricchire il conto corrente?

Voci di corridoio riferiscono di un possibile azzeramento della Giunta e di un riequilibrio necessario a svantaggio di Forza Italia, la cui presenza tra Giunta ed enti sub regionali è troppo preponderante. E poi c’è sempre il ‘nodo Mazzuto’ da sciogliere. 

Per ora il Governatore non scopre le carte: “Andiamo avanti con la determinazione, con l’amore per il Molise e con la consapevolezza di essere un professionista prestato alla politica. La politica deve diventare una professione, non un mestiere”.

Peccato che in questa lotta intestina alla coalizione di governo chi ci rimette sia solo il Molise che sembra ‘paralizzato’, avvolto in una nebbia in cui arranca pericolosamente. Poi resta solo il baratro.