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Le Comunità montane battono cassa con i Comuni inadempienti: “Pagate le quote”

Ammonta complessivamente a 427mila euro la somma che il commissario Carlo Perrella punta a recuperare chiedendo a 24 amministrazioni il pagamento delle quote di partecipazione. Importi non erano stati versati dal 2013. Per il Movimento 5 Stelle è un'ingiustizia, ma l'esponente della Lega controbatte: "Ho solo fatto rispettare la legge".

Il conto è di quelli salati: 127mila euro. Soldi che le Comunità montane hanno chiesto a tredici Comuni che negli sei ultimi anni non hanno pagato le quote associative. La cifra arriverà a 427mila euro perchè ci sono altre undici amministrazioni inadempienti e che dovranno versare complessivamente oltre 300.000 euro. 

La ‘bolletta’ più alta è arrivata al Municipio di Bojano: 130mila euro. Circa la metà invece è stata chiesta a Riccia.

L’azione legale è stata decisa da Carlo Perrella, commissario della Comunità ‘Fortore Molisano’ e ‘Matese’, e denunciata dal Movimento 5 Stelle. I consiglieri regionali pentastellati è da tempo che stanno facendo una battaglia su questo fronte chiedendo di eliminare quelli che nel corso del tempo sono diventati dei ‘carrozzoni’ e che erano stati soppressi nel 2011. Almeno sulla carta.

Ecco perchè i grillini definiscono i decreti ingiuntivi “un’ingiustizia”.

I Comuni sono costretti a pagare quote associative per i servizi in forma associata che un tempo svolgevano le Comunità Montane, ma che invece oggi non svolgono più. Infatti, a quanto pare, la legge regionale 6/2011 prevede che il pagamento della quota associativa non è legato alla ricezione di servizi, ma finalizzato a garantire il semplice funzionamento della Comunità Montana. Lo confermerebbero pareri della Corte dei Conti rilasciati ad alcuni Comuni molisani e il pronunciamento dell’Avvocatura regionale interpellata da altri enti”, sottolinea il consigliere regionale Fabio De Chirico.

Alcune amministrazioni hanno deciso di avviare un contenzioso impugnando i decreti ingiuntivi. 

“Siamo all’assurdo: un Comune – argomenta l’esponente di M5S – ha l’obbligo di versare la quota associativa a una Comunità Montana per la sola appartenenza all’ente. E stiamo parlando di quote calcolate in base a numero di abitanti ed estensione, che arrivano a svariate decine di migliaia di euro, addirittura oltre 135.000 euro nel caso di Bojano; soldi che vengono ovviamente tolti ai servizi per i cittadini. Una ingiustizia che riguarda tutti i Comuni molisani e che continuerà fin quando le Comunità da anni in liquidazione non saranno estinte”.

Per questo i Cinquestelle hanno depositato una nuova mozione in Consiglio regionale per “dispensare i Comuni dal pagamento delle ingiunzioni”. E’ la seconda mozione che i pentastellati presentano sull’argomento: in precedenza erano riusciti a far votare in Consiglio regionale un atto che impegna il governo regionale (che trasferisce a tali enti 500mila euro, prima erano 900mila) a chiudere la fase liquidatoria entro il 31 dicembre 2019. Inoltre, entro il prossimo 30 settembre le Comunità montane dovranno presentare i risultati delle verifiche della gestione liquidatoria e avanzare proposte sulla nuova riorganizzazione delle funzioni.

La mozione presentata da M5S non preoccupa chi ha firmato i decreti ingiuntivi, ossia il commissario Carlo Perrella, scegliendo la linea dura: “Parliamo di soldi che spettano alle Comunità montane per i servizi che continuano a svolgere per conto dei Comuni. Negli anni erano state inviate lettere di sollecito, ci sono Comuni che si sono messi in regola come S. Elia a Pianisi e San Giovanni in Galdo. Altri Comuni sono inadempienti, non pagavano dal 2013 le quote di partecipazione. E la legge mi impone di recuperare quelle somme, quindi ho semplicemente fatto il mio dovere e fatto rispettare la legge. Trovo paradossale che il Movimento 5 Stelle, che sono paladini della legalità, ora mi contesti per questo”.