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Lavoro, nervi tesi e nessuna soluzione in Prefettura dopo il presidio di protesta popolare

Le rappresentanze dei lavoratori questa mattina in piazza Prefettura per affrontare questioni delicatissime, cui sono legati i destini di centinaia di famiglie molisane: dalle vertenze agli scenari di Gam, Itr e Zuccherificio, fino al tema della sanità regionale, passando per l’aumento (+40%) sui biglietti del trasporto pubblico e per la questione ambientale. Un’agenda fitta di argomenti, che gli esponenti del coordinamento hanno esposto in tarda mattinata anche al prefetto; ma il summit non ha sortito glielo effetti desiderati. Emilio Izzo: “Ci siamo trovati in un apparato governativo sul territorio che ritiene questa una casa privata e non una casa pubblica”.

I temi caldi, come l’atmosfera. E non solamente per il caldo di queste ultime ore. Perché il presidio di protesta popolare andato di scena a partire dalle 9,30 di questa mattina in piazza Prefettura, a Campobasso, ha assunto le sembianze di una sorta di polveriera concettuale subito dopo l’incontro con il prefetto.

presidio lavoro Prefettura Andrea di Paolo Emilio Izzo

Un vertice chiesto dalle stesse rappresentanze per affrontare direttamente questioni scottanti, cui sono legati inscindibilmente i destini di centinaia di famiglie molisane: disoccupazione e vertenze degli ex lavoratori – tra i quali anche quelli di Gam, Itr e Zuccherificio – questione ambientale, sanità e il contestatissimo aumento del 40% sui tagliandi del trasporto pubblico. Tanti argomenti nel calderone, dunque, sviscerati prima in piazza e poi nelle “segrete stanze” del palazzo di Governo.

“Parto da alcune certezze: noi combattiamo un sistema di potere; quello stesso sistema di potere che ha costretto migliaia di lavoratori a stare sul lastrico – commenta Emilio Izzo – Noi rappresentiamo noi stessi e chi ci ha dato mandato di andare avanti; anche Cgil, Cisl e Uil hanno tradito la loro missione. La disperazione dei lavoratori va sposata o è tutto inutile e questa è una autoconvocazione che non ha ostacoli. Noi chiederemo al prefetto di fare davanti a noi le telefonate ai rappresentanti della Regione e a quelli del governo per capire dove sta l’inghippo, perché qui già da tempo si sta facendo il solito scaricabarile”.

Pensieri e obiettivi condivisi anche da Andrea Di Paolo, esponente del “Coordinamento delle lotte” in Molise: “I cittadini si sono ritrovati con ospedali chiusi, come ad Agnone e Larino, con il 40% di aumenti sui biglietti del trasporto pubblico e con tanti lavoratori in una situazione drammatica. Oggi abbiamo deciso di venire a esporre queste problematiche, con alcune rappresentanze, anche al prefetto. Lavoratori ex zuccherificio, di Itr, della Gam, insieme ai lavoratori ‘a progetto’ della Regione Molise e insieme alla realtà della sanità regionale: siamo stanchi delle dirigenze che ci rappresentano e oggi gli operai rappresentano loro stessi, perché solo i cittadini possono fare politica. Questo è il coordinamento delle lotte: siamo scesi in campo con un obiettivo chiaro”.

A esprimere le stesse preoccupazioni anche Filomena Armenti: “Chiediamo di intervenire con il presidente Toma per lo sblocco della mobilità. Ci hanno detto che da Roma è tutto fermo e chiediamo un incontro diretto col governatore per avere una risposta positiva. Prospettive per il futuro? Abbiamo chiesto fondi per poter iniziare un nuovo progetto di lavoro, però ci dicono che tutto si è bloccato e ancora non abbiano ancora risposte in merito”.

Ma i buoni propositi e i toni morbidi cambiano bruscamente dopo il summit in Prefettura, avvenuto solo in tarda mattinata e durato poco più di un’ora. A mostrare tutto il proprio sconforto e le propria indignazione dopo il vertice è soprattutto Emilio Izzo: “Ci siamo trovati in un apparato governativo sul territorio che ritiene questa una casa privata e non una casa pubblica. E forse è qui che si confondono i piani, perché siamo ancora in democrazia fino a prova contraria, non sono ancora cambiate le regole: quando saremo in dittatura allora qualcuno potrà venire a dirmi che la Prefettura è ‘fatto privato’. In questa nazione siamo in una deriva in cui non c’è più rispetto per il cittadino”.

Deluso dall’esiti dell’incontro anche Andrea Di Paolo: “C’è aria di rivoluzione in Molise. Sulle questioni Itr, Gam e Zuccherificio i sindacati non hanno risolto nulla e gli operai sono sempre nella stessa situazione. Noi porteremo avanti queste battaglie. In Molise siamo assediati dal discorso ambientale: c’è mancanza d’acqua in basso Molise e in Molise centrale resta la problematica legata all’acquedotto. E poi ci sono gli aumenti sul trasporto pubblico, che entrano pesantemente nelle casse delle famiglie. In questi anni i sindacati non hanno portato le istanze dei lavoratori, ma le hanno solo burocratizzate”.