Lavori socialmente utili per i migranti, obiettivo: favorire un’integrazione virtuosa ed efficace

Il Comune in collaborazione con le cooperative avvia corsi di formazione in giardinaggio per consentire ai profughi presenti nel capoluogo di impegnarsi nei lavori di pubblica utilità. Ma il fine è quello di creare un modello d'integrazione all'insegna della tolleranza

Parte come un progetto di integrazione che possiede, però, tutti i requisiti per favorire benefici destinati alla città capoluogo.

I migranti presenti a Campobasso, infatti, chiedono di esser utili. Vogliono lavorare. E le cooperative che gestiscono gli sprar “Kalibu” e “Integramondo” all’appello hanno subito risposto mettendosi al lavoro e individuando un percorso di formazione e crescita che ha trovato nel Comune di Campobasso un valido alleato.

Questa mattina, gli assessori Luca Praitano e Simone Cretella, assieme al responsabile del progetto, hanno presentato infatti il prossimo corso di formazione in giardinaggio destinato ai migranti ospiti nel capoluogo che dopo una fase di apprendimento teorico li vedrà ora impegnati nella fase pratica presso i giardini della città. Impegnati a rimettere “apposto le aree verdi che per anni sono state lasciate un po’ alla malora” spiega Cretella.

“E’ un programma che sosteniamo .- ha aggiunto Praitano – perché prima di tutto fa emergere un aspetto troppo spesso nascosto e cioè l’esigenza di integrazione che hanno questi ragazzi. Tutti vogliono sentirsi utili e chiedono di operare per il bene della comunità. Da qui la scelta di collaborare con le cooperative per inserirli in un contesto che dia loro la possibilità di dimostrare quanto desiderio hanno di far parte di noi e di farlo cooperando con noi”:

Giovani volenterosi che chiedono di essere impegnati in servizi di pubblica utilità: un bel segnale che è stato giusto cogliere per andare controcorrente rispetto “a stereotipi che non professano il vero quando raccontano la condizione di questi ragazzi”.

“Inoltre – dicono Cretella e Praitano – l‘impegno di queste persone nei lavori socialmente utili, prevalentemente per la pulizia di giardini e luoghi pubblici, è destinato a dimostrarsi di notevole efficacia. Gli stessi migranti aderiscono con entusiasmo, perché possono così ripagare la comunità che li ospita e hanno l’opportunità di fare qualcosa”.